INDICE DEI CONTENUTI
- 1 CAOS PRE-CONSIGLIO: TENSIONE TRA FALCOMATÀ E DISSIDENTI
- 2 REGGIO CALABRIA, CRITICHE DALL’OPPOSIZIONE E MAGGIORANZA MONCA: PD IN CRISI
- 3 PD IN CRISI E COLPO DI SCENA: IL CENTRODESTRA SALVA LA GOVERNANCE DI REGGIO CALABRIA
- 4 DOCUMENTO DI RED E DP: NECESSARIO TAVOLO POLITICO
- 5 RED: «NECESSITÀ DI LAVORARE INSIEME»
Reggio Calabria, il Pd diserta l’aula, è crisi nera. Red e Dp votano, ma attaccano: «Non c’è più una maggioranza». Naufragio sulle pratiche di bilancio scongiurato grazie al centrodestra.
REGGIO CALABRIA – Una maggioranza che si dissolve (al Pd adesso si sono ufficialmente aggiunti anche i consiglieri delle civiche Red e Dp) e l’opposizione di cdx che fa da stampella al sindaco Falcomatà, uscendo dall’aula e consentendo l’approvazione delle delibere con i soli voti favorevoli dei pochi colleghi di maggioranza rimasti. È la triste diapositiva della politica reggina che accompagna la fine, certamente non da incorniciare, dell’ultima sindacatura di Giuseppe Falcomatà, alla guida di Palazzo San Giorgio da 11 anni, neo consigliere regionale, pertanto ormai pronto (la prossima settimana) alla decadenza anzitempo dal ruolo per incompatibilità.
CAOS PRE-CONSIGLIO: TENSIONE TRA FALCOMATÀ E DISSIDENTI
Ma entriamo dentro il teatro dell’assurdo che si è vissuto ieri, 29 novembre 2025, a Palazzo San Giorgio: il Pd marca visita, con il placet del senatore-mediatore Alfieri, e in aula resta, visto il ruolo ricoperto, solo il presidente del consiglio Enzo Marra. Maggioranza traballa. A sancire che la maggioranza di fatto non esiste in aula si sarebbe dovuto leggere, viste le anticipazioni filtrate, un documento firmato dai consiglieri di Red e Dp. Ma non avviene nulla di tutto questo. Una infuocata riunione pre consiglio e il sindaco imbestialito. Prima dell’assise Dp e Red hanno avvertito il sindaco che avrebbero ufficializzato la loro posizione critica con un documento contro la gestione personalistica del primo cittadino. A questo punto sono volati fulmini e saette tra Falcomatà e Castorina e Versace. Con la tensione alle stelle si entra in aula.
REGGIO CALABRIA, CRITICHE DALL’OPPOSIZIONE E MAGGIORANZA MONCA: PD IN CRISI
Preliminari e contestazioni. I lavori partono e il dibattito si concentra sulla situazione politica in seno alla maggioranza consiliare. Dall’opposizione parlano i consiglieri Angela Marcianò, Demetrio Marino, Massimo Ripepi e Giuseppe De Biasi e non risparmiano dure critiche all’Amministrazione comunale per la crisi politica in atto, invitando la maggioranza ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti della città nell’ultima fase del mandato. Posizione critica assunta anche da Saverio Pazzano, che ha invitato a portare in Consiglio comunale alcuni provvedimenti già vagliati dalle Commissioni competenti come quelli riguardanti il regolamento per il funzionamento degli stessi organismi consiliari, il riordino dei mercati e l’istituzione della casa della memoria.
Per il sindaco a maggioranza monca, con il Pd fuori dai giochi e la posizione di dissidenza anche di Red e Dp, il rischio concreto era di non approvare i punti all’odg, relativi alla scadenza di variazione e assestamento di bilancio. Si attendeva solo come inevitabile la raffica di no della minoranza per assistere all’affondamento tra i flutti dell’ultimo tratto di governance di Falcomatà.
PD IN CRISI E COLPO DI SCENA: IL CENTRODESTRA SALVA LA GOVERNANCE DI REGGIO CALABRIA
Ed invece no. L’affondamento del Titanic è stata scongiurato da un colpo di scena che nessuno aveva messo in conto: ovvero l’uscita dall’aula compatta dei consiglieri del centrodestra senza partecipare alla votazione. Un coup de théâtreche ha consentito l’approvazione delle delibere con i soli voti favorevoli dei pochi colleghi di maggioranza rimasti in aula (11, tra loro hanno votato favorevolmente anche i consiglieri dissidenti di Dp e Red), nei banchi dell’opposizione resta il solo Pazzano che si è astenuto.
Un escamotage, l’uscita delle destre, che ha garantito la sopravvivenza a questo ultimo scampolo amministrativo. Una pastetta o un inciucione tra sindaco e cdx come accusano, ancora solo sottovoce, tutti i dissidenti di maggioranza. «Ma no, noi abbiamo votato a favore soltanto sulla questione Circoscrizioni (una proposta dello stesso cdx), disertando l’aula su tutti gli altri punti tecnici e amministrativi, consentendo a Falcomatà di approvarli per salvare le casse comunali» cincischia sereno dal cdx il capogruppo di Fi, Federico Milia.
DOCUMENTO DI RED E DP: NECESSARIO TAVOLO POLITICO
La stretta di mano del sindaco. Negli ultimi scampoli del consiglio, forse per stemperare le tensioni e gli stracci volati poco prima, Falcomatà va ad abbracciare ciò che resta della sua maggioranza. E ciò che resta è davvero poco, perché Dp e Red, finito il consiglio, hanno tirato dritto, correndo ad ufficializzare la posizione alla città con una nota.
Ed ecco il duro documento di Dp e Red firmato dal vicesindaco della metrocity Carmelo Versace e Nino Castorina (Red), Nino Malara e Giuseppe Nocera (Dp): «Con estrema preoccupazione prendiamo atto che la crisi politica che si è palesata durante il precedente consiglio comunale si è ripetuta anche durante il consiglio comunale odierno. Il dato politico che emerge è che non c’è una maggioranza politica e i numeri necessari per poter governare i processi che riguardano le importanti scadenze che da qua a fine mandato sono previste, negare questo sarebbe un errore di visione e di strategia».
RED: «NECESSITÀ DI LAVORARE INSIEME»
«Abbiamo ribadito da subito la necessità di lavorare insieme per evitare il commissariamento del Comune di Reggio Calabria e allargare il campo del centrosinistra per arrivare uniti e pronti alle prossime scadenze elettorali completando il mandato. La posizione politica assunta dal Pd, che è il partito di maggioranza relativa, e il partito del sindaco Giuseppe Falcomatà non ci può e non ci deve lasciare indifferenti sia in relazione a quella che è la prospettiva del centrosinistra a Reggio Calabria».
Ed infine la richiesta nero su bianco: «Ribadiamo con forza e convinzione la necessità di aprire urgentemente e come fino a ora non è stato fatto un tavolo politico con i gruppi consiliari di maggioranza e i partiti politici al fine di rilanciare l’azione di governo superando personalismi e richieste individualistiche, mantenendo coerenza e linearità di pensiero e con l’unico obiettivo di non picconare il campo democratico che dobbiamo rappresentare rilanciando l’azione amministrativa, i nostri valori e le nostre idee». Parole come pietre, ancora in cerca di un finale.
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