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«Credo che noi donne tutte insieme possiamo farcela, e non dobbiamo mai farci prendere dalla paura o dalla vergogna di raccontare una violenza subita». È questo l’appello lanciato alla vigilia della festa delle donne da Anna Maria Scarfò, la ragazza di 26 anni che dopo aver denunciato e fatto condannare i sei aguzzini che la violentarono a 13 anni ora vive in una località protetta. «Fate come me – ha aggiunto – che oggi sono viva e libera, anche se distrutta da tutto il male che mi hanno fatto. Ma nello stesso tempo sono felice di avercela fatta a dire basta a tutto ciò che mi stava accadendo». La ragazza dopo le sue denunce subì anche una serie di minacce e ingiurie dai familiari dei suoi aguzzini. Per queste ultime vicende è in corso un processo a Cinquefrondi (Reggio Calabria) durante il quale gli imputati hanno chiesto che il dibattimento venga spostato altrove per l’eccessivo peso mediatico della vicenda. Nel suo appello Anna Maria Scarfò rivolge un invito a tutte le donne perchè non bisogna «avere paura di sfidare l’omertà. Ci sarà sempre qualcuno che vi aiuterà».

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