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Brancaleone, rottamazione: scontro in Consiglio comunale. Confronto acceso anche sui regolamenti del consesso e delle commissioni. La minoranza lascia l’aula dopo l’esclusione dall’odg della proposta sui tributi.


BRANCALEONE (REGGIO CALABRIA)– Un Consiglio comunale tutt’altro che sereno quello andato in scena ieri, 11 luglio 2026, presso la Casa Municipale di Brancaleone. Una seduta che, ancora una volta, ha restituito un clima di tensione durante i lavori, alimentando un clima di scontro istituzionale culminato con l’abbandono dell’aula da parte del gruppo consiliare di minoranza Brancaleone Rinasce. Alla base della protesta, secondo quanto denunciato dai consiglieri di opposizione, vi sarebbe la mancata iscrizione all’ordine del giorno della proposta di deliberazione sulla cosiddetta “Rottamazione Quinquies“, nonostante fosse stata proprio la minoranza a richiedere con urgenza la convocazione del Consiglio comunale.

Una decisione che, sostengono i consiglieri, sarebbe stata assunta senza alcuna motivazione formale e senza il richiesto parere dell’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) in relazione ai tributi antecedenti al dissesto finanziario. Un episodio che l’opposizione definisce come una vera e propria dimostrazione di “arroganza istituzionale“, accusando la maggioranza di mortificare il ruolo del Consiglio comunale e di impedire qualsiasi reale confronto democratico. Non meno contestata è stata la discussione sul regolamento per l’istituzione delle Commissioni consiliari.

LA DISCUSSIONE NEL CONSIGLIO COMUNALE DI BRANCALEONE SULLE COMMISSIONI E LA MANCANZA DEL REGOLAMENTO GENERALE

Anche in questo caso, Brancaleone Rinasce denuncia che il testo sarebbe stato predisposto senza alcun coinvolgimento della minoranza e senza concedere spazio a osservazioni o proposte migliorative. Ma è soprattutto un altro aspetto a far discutere. Dopo oltre cinque anni di amministrazione, il Comune di Brancaleone risulterebbe ancora privo del Regolamento del Consiglio comunale, lo strumento fondamentale che disciplina il funzionamento dell’assemblea civica. Una circostanza che l’opposizione giudica paradossale: prima si disciplinano le Commissioni, mentre continua a mancare il regolamento generale che dovrebbe governare l’intera attività consiliare. Per la minoranza si tratta dell’ennesima conferma di un metodo amministrativo improntato alla chiusura e alla gestione unilaterale delle decisioni. Da qui la scelta di abbandonare l’aula, un gesto definito “forte ma doveroso“, per non legittimare, spiegano i consiglieri, un Consiglio comunale ridotto a semplice sede di ratifica delle decisioni della maggioranza anziché luogo di confronto politico e istituzionale.

IL DIBATTITO SUL RISPETTO DELLE PREROGATIVE E IL CONFRONTO DEMOCRATICO

L’episodio riaccende inevitabilmente il dibattito sul funzionamento delle istituzioni locali e sul rispetto delle prerogative delle opposizioni. Perché al di là dello scontro politico, resta una domanda che difficilmente può essere ignorata: può un Consiglio comunale svolgere pienamente la propria funzione di garanzia e controllo quando le proposte della minoranza non vengono neppure poste in discussione e, dopo oltre un quinquennio di amministrazione, manca ancora il regolamento che ne disciplina il funzionamento? Interrogativi che la maggioranza sarà chiamata a chiarire, mentre il clima politico a Brancaleone appare sempre più teso e distante da quel confronto democratico che dovrebbe rappresentare il fondamento dell’attività consiliare.

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