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Il sindaco democrat di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, pronto a chiamare in Giunta anche un’ex consigliera azzurra. Pd al collasso dopo le tensioni tra Falcomatà e il partito, città in bilico. Attesa la posizione della direzione nazionale.
Dovrebbe farsi sentire oggi, venerdì 14 novembre, con una nota ufficiale, la voce del Pd nazionale nella ormai insanabile querelle tra il sindaco democrat, Giuseppe Falcomatà e il partito provinciale e regionale.
PD, LO STRAPPO DI FALCOMATÀ
In barca anche la consigliera di centrodestra. Uno strappo che appare davvero irrecuperabile tenuto conto anche delle ultimissime novità provenienti dalla nuova giunta che Falcomatà, ormai consigliere regionale e per il quale lunedì si aprirà la procedura per la decadenza da sindaco, sta plasmando in riva allo Stretto con l’ultimo innesto che vede approdare nella squadra di centrosinistra, la già capogruppo comunale di Fi e guida dell’opposizione anti Falcomatà, Mary Caracciolo.
I NUOVI INGRESSI IN GIUNTA
Una scelta che ha lasciato stupefatto e sconcertato trasversalmente l’ambiente politico reggino. Una bomba che arriva a deflagrare in un Pd già a nervi tesissimi.
Le ultime ore di fuoco del Pd. Basta infatti solo ripercorrere la giornata di giovedì dove nel rapido volgere di una manciata di ore il sindaco Falcomata, subito dopo non avere ottenuto ciò che richiedeva in consiglio regionale (il ruolo di capogruppo nel partito, ndr) ha epurato due assessori comunali del Pd senza alcuna concertazione.
LE MODULAZIONI DELLA GIUNTA
Sono stati rimossi infatti l’assessore ai lavori pubblici Paolo Malara e l’assessora all’istruzione Anna Briante e sostituiti con Alex Tripodi, già segretario di Art- Uno e la docente ordinario di Pedagogia e Didattica speciale all’università di Messina, Anna Maria Curatola. La cosa ha scatenato le ire del partito che ha immediatamente preso le distanze «dalla scelta unilaterale del sindaco Falcomatà» contestandone «i metodi inaccettabili e chiedendo una verifica politica sull’azione amministrativa».
FALCOMATÀ ROMPE GLI EQUILIBRI NEL PD
E mentre il Pd locale e regionale puntava l’indice contro «l’uso personalistico del potere e un metodo politico divisivo, in aperto contrasto con i principi di collegialità e di trasparenza che devono guidare l’azione amministrativa e la vita democratica di una comunità» annunciando «valutazioni e decisioni politiche per le prossime ore», Falcomatà era già pronto alla replica.
Anche questa al sale, accusando il proprio partito di voler «riscrivere le regole del Testo unico degli Enti Locali, le scelte effettuate vanno nella direzione di un allargamento del Partito».
Il sindaco reggino saliva poi di livello chiamando in causa chiaramente il segretario regionale Nicola Irto: «Evidentemente a qualcuno dà fastidio se il Partito cresce all’interno delle istituzioni, tanto da arrivare ad un pubblico violentissimo attacco che rischia di minare la stabilità dell’unica grande città calabrese guidata dal Pd».
LA STRATEGIA POLITICA
Falcomatà concludeva mettendo nero su bianco quella che sarà la sua futura strategia politica: «Colgo l’occasione per chiarire pubblicamente che l’azione politica non può vivere ancora in Calabria di unanimismi ed equilibrismi. È arrivato il momento di offrire alla Calabria un’alternativa credibile all’abitudine alle sconfitte».
Parole come pietre sia dall’una che dall’altra parte, in attesa adesso ormai solo di una linea netta di demarcazione e di indirizzo da parte del partito nazionale. Una linea attesa ormai a brevissimo giro di posta mentre il segretario provinciale del Pd ha convocato intanto un interpartitica per concordare nell’immediato il da farsi.
IL DISTACCO ABISSALE DAL PD
La strategia politica di Falcomatà – Paradossalmente proprio in queste ore che sembrano consumare il suo distacco abissale dal Pd, dentro le file dei democrat potrebbero approdare tanti fidatissimi uomini di Falcomatà. Se il dado è stato tratto per il vice sindaco Paolo Brunetti, ed ormai suo eterno facente funzioni, che ha indossato la casacca dem proprio in queste ore, nelle prossime potrebbero arrivare nelle file del Pd anche Latella e Romeo.
OBIETTIVO “ANDARE A PRENDERSI IL PARTITO”
L’obiettivo è quello di “andare a prendersi il partito”, di provare a creare una corrente Falcomatiana dentro il Pd e dimostrare quello che il sindaco di Reggio ribadisce a chi glielo chiede: «Voglio stare nel Pd, non ho alcuna intenzione di andar via ma ne voglio cambiare il volto e il volto nuovo del partito deve avere la mia faccia». Bisognerà prima vedere cosa ne pensa il partito nazionale di questo delirante crescendo in salsa calabrese.
ATTO FORMALE DECADENZA FALCOMATÀ
L’appuntamento cerchiato in rosso – Lunedì a Palazzo San Giorgio si consumerà l’atto formale della decadenza di Giuseppe Falcomatà da sindaco di Reggio Calabria, dopo la proclamazione a consigliere regionale per il Partito Democratico. È convocato, infatti, il consiglio comunale per contestare la causa di incompatibilità e per le comunicazioni del primo cittadino alla città. Sarà un passaggio delicatissimo che potrebbe anche prefigurare il rischio che si vada tutti a casa. Se a Falcomatà mancheranno anche tre soli voti della sua maggioranza, il Comune cadrà e arriveranno i commissari.
CENTRODESTRA SENZA PAROLE
Una prospettiva che, dopo quasi 12 anni di amministrazione a guida unica e l’aver schivato il dissesto, lascia basiti.
Centrodestra senza parole – E senza parole, stranamente, sta in queste ore il centrodestra reggino. Stranamente attonito davanti alle macerie del Pd.
Eccezion fatta, of course, per il consigliere comunale, segretario regionale di Alternativa Popolare, Massimo Ripepi: «Tra vendette e spartizioni di poltrone, il Pd ratifica il proprio fallimento e quello del suo ex condottiero di cartone Falcomatà. Con le ultime vicende amministrative si è toccato il punto più basso di una gestione che, per quasi 12 anni, ha tenuto Reggio Calabria in ostaggio di logiche di potere e interessi personali. L’Amministrazione Falcomatà chiude il proprio ciclo politico nel modo più disastroso».
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