Il monumento al pescatore di Palmi
1 minuto per la letturaIL RAPPORTO tra il mare e le donne di Calabria è pregno di sacrificio e resilienza. Un coraggio dimostrato ogni giorno “dietro le quinte”.
Sin dall’antichità il mare ha rappresentato per gli uomini l’avventura, la sfida o, più semplicemente, la sopravvivenza. Gli eroi partivano per guerre in luoghi lontani o per scoprire nuovi territori. Le donne dovevano sopportare il macigno dell’attesa e della solitudine diventando un punto di riferimento per figli, parenti e, in alcuni casi, per l’intera comunità.
Nella Calabria bagnata da due mari le donne hanno visto da sempre partire mariti, padri, fratelli e figli nell’oscurità della notte per racimolare quanto sufficiente per non morire di fame e tornare sulla costa quando il sole era già alto. Su barche logore a sfidare l’imprevedibilità del mare per pescare e guadagnare il giusto indispensabile per tirare a campare. Un’angoscia cronicizzata per intere generazioni di donne calabresi. Queste ultime hanno però dimostrato da sempre una forza d’animo e un coraggio straordinari.
Sul lungomare della Tonnara di Palmi c’è il “Monumento al pescatore”, realizzato da Achille Cofano, che celebra la storia marinara del borgo. Un pescatore intento a rammentare la sua rete e una donna incinta che guarda con speranza e orgoglio il mare. Un’opera che simboleggia il punto d’incontro tra passato e futuro, la speranza del nuovo e la conservazione dell’antica identità. Un omaggio anche al ruolo determinante delle donne. Non gregarie ma protagoniste di una tradizione millenaria.
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