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Il rapper reggino Francesco Carlo alias Kento (foto Simona Filipini)

3 minuti per la lettura

Lo spettacolo teatrale di Francesco Carlo alias Kento, rapper reggino, racconta dall’interno i carceri minorili italiani. Un tour tra Milano, Torino, Genova e altre città per aprire domande scomode su chi sono davvero i ragazzi che ci finiscono


In Italia ci sono diciassette istituti penali per minorenni. La maggior parte delle persone non sa dove si trovano. Francesco Carlo, in arte Kento, rapper, scrittore, formatore di Reggio Calabria, invece lo sa benissimo. Da oltre dieci anni entra ed esce da quelle strutture portando laboratori di scrittura e musica. Sa cosa si respira in quei corridoi, sa che dentro un istituto penale minorile i corridoi hanno un suono preciso. Conosce i nomi, le storie, le facce di chi sta lì dentro. Sa il come e il perché.

KENTO CI RACCONTA IL CARCERE MINORILE IN ITALIA, UN ARTISTA DENTRO LE CELLE


Da quella conoscenza diretta è nato La cella di fronte, spettacolo teatrale prodotto da Produzioni Timide in collaborazione con The Best Blend, in tournée nelle principali città italiane da maggio.
Dal 2011 a oggi Kento ha lavorato in più di dieci strutture penitenziarie italiane. Nello spettacolo, poco più di un’ora, racconta tutto questo in prima persona: aneddoti, incontri, momenti che non si dimenticano. Il racconto si alterna a performance musicali dal vivo, tra cui Nostra Signora delle lacrime, brano scritto nel 2024 dopo aver partecipato, primo artista musicale, a una missione di ricerca e soccorso sulla nave Ocean Viking di SOS Mediterranee.
Sullo sfondo scorrono clip dei laboratori degli ultimi anni. Non sono illustrazioni. Sono prove.
Il titolo non è una metafora

LA CELLA DI FRONTE


La cella di fronte non allude a qualcosa di lontano. È esattamente il contrario: quel ragazzo potrebbe abitare nel palazzo accanto. Potrebbe essere il compagno di banco di tuo figlio. Potresti averlo incrociato senza sapere nulla di quello che stava attraversando.
Il carcere minorile tende a sparire dalla conversazione pubblica. Non perché non esista, ma perché è più facile non guardare. Lo spettacolo prova a rendere quel non-guardare un po’ più difficile.
Hip-hop come lingua della verità

IL CARCERE MINORILE, KENTO E IL RAP


Non è un caso che Kento venga dal rap. La cultura hip-hop ha una relazione antica con la marginalità, con chi finisce ai bordi del racconto ufficiale. In scena quella tradizione emerge non come decorazione ma come struttura: il ritmo, la parola diretta, il campionamento di storie reali.
Ogni tappa del tour avrà una sua specificità locale, perché il carcere non è un universo separato. È il riflesso della città che lo circonda.
Il pubblico non starà a guardare
Nella parte finale dello spettacolo, Kento invita gli spettatori a intervenire. Non è un espediente. È il punto. Le domande che lo spettacolo apre, su responsabilità, su rieducazione, su cosa intendiamo con giustizia, non hanno risposta preconfezionata. E sarebbe disonesto fingere il contrario.
Chi va a vedere La cella di fronte esce con qualcosa di meno e qualcosa di più: meno certezze, più domande precise.

LE DATE DEL TOUR

19 maggio – Milano, Teatro Martinitt
20 maggio – Torino, Liberi Legami
22 maggio – Pordenone, Capitol
5 giugno – Biella, Hope Club
9 luglio – Cuneo, Festival dell’Educazione
14 novembre – Genova, Teatro Govi

Il calendario è in aggiornamento. Altri appuntamenti verranno annunciati nei prossimi mesi. Informazioni e aggiornamenti su Produzioni Timide e The Best Blend.

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