Il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro presenta il patron della Reggina Claudio Lotito
4 minuti per la letturaREGGIO CALABRIA – È iniziata ufficialmente l’era Claudio Lotito alla Reggina. Lo stadio “Oreste Granillo” ha fatto da cornice alla presentazione del nuovo patron amaranto davanti a una tribuna coperta praticamente gremita. Tifosi, applausi e cori hanno accompagnato l’ingresso di Lotito, accolto con entusiasmo da una piazza che, dopo mesi di attesa e incertezza, ha voluto far sentire immediatamente il proprio calore alla nuova proprietà.
Un clima di grande partecipazione che ha trasformato la conferenza stampa in un vero e proprio abbraccio tra la città e il nuovo corso societario.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Francesco Cannizzaro. «Lo scenario parla da solo e, per chi come me è abituato a parlare in pubblico, dovrebbe essere facile. Ma non lo è, perché questa è Reggio Calabria, la città più bella del mondo. Oggi vi confesso che sono commosso». Il primo cittadino ha poi rivolto il suo saluto al nuovo proprietario: «La prima cosa che mi viene da dire, con grande gratitudine e rispetto personale e istituzionale, è: benvenuto a Reggio Calabria, Claudio Lotito, benvenuto alla Reggina. Benvenuto nello stadio Granillo, che conosci bene e che ha regalato a questa città molte più emozioni che delusioni».
Cannizzaro ha quindi ricordato l’origine della trattativa: «Quando ancora non avevo deciso di scendere in campo ti chiesi una mano per salvare la Reggina. Mi rispondesti: “Ma tu sei pazzo, ho tante cose da fare”. Poi hai scelto con entusiasmo questa sfida». Il sindaco ha infine donato al patron una sciarpa amaranto che lo accompagna da venticinque anni da tifoso, prima di precisare: «Questa è la mia prima e ultima conferenza sulla Reggina, perché è giusto che a parlare siano i diretti interessati. Il sindaco resterà al fianco della squadra da tifoso».
La scena è poi passata interamente a Claudio Lotito, accolto da un lungo applauso e che ha subito raccontato come sia maturata la decisione di investire sulla Reggina. «Il sindaco mi ha coinvolto emotivamente, mi ha quasi stalkerizzato», ha scherzato. «Siamo persone del fare. Mio padre era calabrese e mi ha trasmesso valori come famiglia, onore e parola. In questi mesi ho sentito tante chiacchiere, ma oggi sono qui per fare i fatti. Non voglio vendere fumo. Per me parlano i risultati».
Da qui il ricordo della Salernitana, portata dai dilettanti alla Serie A, e la convinzione di poter avviare anche a Reggio un percorso vincente. «Abbiamo buttato giù il progetto di rinascita della Reggina. Vogliamo riportare questo club nel calcio che conta e ripagare l’affetto che ho ricevuto. Pretendiamo orgoglio e senso di appartenenza, perché solo così si costruiscono risultati duraturi».
Lotito ha illustrato anche la propria visione sul futuro del club. «Stiamo creando una struttura solida che ragioni sul lungo periodo. Accetto le critiche, purché siano costruttive. Ho confermato quasi tutti i collaboratori che già lavoravano nella Reggina perché credo nelle professionalità del territorio».
Sul fronte delle infrastrutture ha annunciato l’intenzione di investire sia sullo stadio sia sul centro sportivo: «Il Sant’Agata dovrà crescere, anche se oggi è adeguato alla categoria. La gradinata del Granillo sarà riaperta quando ci saranno i numeri necessari. Non sono venuto qui per perdere tempo né per tradire la fiducia della città».
Nel corso della conferenza è stato presentato ufficialmente il direttore sportivo Giancarlo Romairone, già al lavoro da giorni sulla costruzione dell’organico, mentre Lotito ha annunciato anche la collaborazione di Armando Calveri, figura di fiducia del senatore e che affiancherà la società nella programmazione. Per la panchina manca ormai soltanto l’ufficialità. «Marchionni? Io annuncio solo quando c’è il nero su bianco. I dialoghi sono arrivati a buon punto e abbiamo valutato ogni aspetto», ha spiegato il patron, lasciando intendere che l’accordo sia ormai definito.
Tra i passaggi più significativi anche quello dedicato agli obiettivi sportivi. «Questo pubblico non merita una società che vivacchia. Stiamo costruendo una squadra competitiva, pronta a investire in conoscenza ed esperienza. L’obiettivo è avere strutture moderne – ha spiegato Lotito – e riportare la Reggina in una categoria diversa rispetto a quella attuale. Quello che faremo sarà tangibile, anche se poi in campo non ci vado io». Ampio spazio anche al tema della multiproprietà, sul quale Lotito ha ribadito con forza il proprio pensiero. «La doppia proprietà è stata una mia invenzione perché tutela la vocazione dei territori. In Europa esistono tante realtà di questo tipo e credo che questo modello debba essere ripristinato. Così si possono creare sinergie economiche e sportive utili a far crescere tante società».
Il patron ha poi ricordato il sacrificio affrontato con la cessione della Salernitana: «Mi è stata venduta a dieci milioni e senza debiti. Noi vogliamo lavorare come la formica e non come la cicala. Senza il sindaco Cannizzaro questa operazione non sarebbe mai andata in porto». La conferenza si è chiusa tra gli applausi del pubblico e con una promessa che ha raccolto l’entusiasmo della piazza: «Non sono venuto a Reggio per perdere tempo».
Da oggi il nuovo corso amaranto entra davvero nel vivo: completare l’organigramma, ufficializzare Marchionni e costruire una squadra all’altezza delle ambizioni saranno i prossimi passi di un progetto che punta a riportare la Reggina nel calcio professionistico.
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