Paolo Virno
3 minuti per la letturaIl filosofo Paolo Virno, già professore dell’Università della Calabria, si è spento all’età di 73 anni. Nato a Napoli, di formazione marxista, militò in Potere Operaio. Ha insegnato filosofia del linguaggio ed etica della comunicazione
Si è spento lo scorso 7 novembre all’età di 73 anni il filosofo Paolo Virno, docente universitario, comunista e militante. Negli anni Duemila ha insegnato all’Università della Calabria Etica della comunicazione, per i corsi di laurea in Filosofia e Comunicazione. Da lì si era trasferito a Roma Tre, dove ha continuato a insegnare Filosofia del linguaggio, Semiotica ed Etica.
Nato a Napoli nel 1952, è cresciuto a Genova dove si è formato politicamente. Genova risentiva in quegli anni dell’influenza e del clima di Torino, dove, a partire dal 1967, si erano registrate le prime occupazioni. Intellettuale militante, di formazione marxista, nel 1968 si trasferisce a Roma e di lì a non molto, è il 1969, entra in Potere Operaio. Tra il 1970 e il 1972, il suo impegno lo porta a Milano, dove insegna all’Alfa Romeo di Arese e alla Innocenti.
Nel 1977 si laurea, discutendo una tesi sul concetto di lavoro e sulla teoria della coscienza di Adorno. Nello stesso anno fonda, con Oreste Scalzone e Franco Piperno, la rivista Metropoli, che diventa l’organo del movimento del ’77, all’interno della sinistra extraparlamentare.
L’ARRESTO NELL’AMBITO DELL’INCHIESTA ‘PROCESSO 7 APRILE’
Due anni più tardi viene arrestato, insieme ad altri militanti, intellettuali e studenti, nell’ambito della controversa inchiesta ‘Processo 7 aprile’ , con l’accusa – che poi si rivelò infondata, il cosiddetto ‘teorema Calogero’ – di appartenere a organizzazioni eversive finalizzate alla lotta armata. Sconta alcuni anni di carcere, l’assoluzione definitiva arriva nell’87, confermata l’anno dopo. Nel ’93 inizia la carriera universitaria, dall’ateneo di Urbino.
DOCENTE APPASSIONATO, AVEVA IL DONO DI SAPER PARLARE AI GIOVANI
Docente appassionato, per l’insegnamento aveva un vero e proprio dono. Difficile non cedere al fascino delle sue lezioni, alla chiarezza della sua esposizione – anche quando si trattava di affrontare temi complessi – che non risultava mai banale. Al suo arrivo all’Unical, aveva già vissuto più vite – quella della militanza, dell’impegno, dello studio – che non erano separate, ma che si mantenevano in dialogo continuo. Con le giovani generazioni riusciva a instaurare una non scontata sintonia. Sapeva parlare agli studenti, incoraggiarli e spronarli a vivere una vita piena, anche fuori dalle aule, a cercare la propria strada e a imparare a ricavare da ogni esperienza il giusto valore. I percorsi di vita – diceva – non sono sempre e per tutti lineari.
Chi è stato suo studente non potrà mai dimenticarlo.
I suoi studi si sono concentrati sul linguaggio, sulle forme di vita e convivenza nell’epoca post-fordista, sulla rivisitazione del pensiero materialista e del marxismo. Tra le sue pubblicazioni più note “Quando il verbo si fa carne. Linguaggio e natura umana”, “Grammatica della moltitudine. Per una analisi delle forme di vita contemporanee”, “Il ricordo del presente. Saggio sul tempo storico”,
“Parole con parole. Poteri e limiti del linguaggio”, “Dell’impotenza. La vita nell’epoca della sua paralisi frenetica”.
L’ultimo saluto a Paolo Virno sarà lunedì 10 novembre alle ore 11.00 a Esc Atelier Autogestito, in via dei Volsci 159, a Roma.
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