L'assistente calabrese Domenico Rocca contro i vertici dell'Aia
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Chiama in causa i vertici dell’Aia (l’associazione degli arbitri) l’assistente calabrese Domenico Rocca, con una lunga lettera. Dichiarazioni abbastanza pesanti, che gettano ombre sul mondo arbitrale, in particolare nella gestione delle designazioni e sulle valutazioni. L’assistente di Pizzo, iscritto alla sezione di Catanzaro, ha inoltrato come si diceva una lettera alla Can (Commissione Arbitrale Nazionale) e anche al sito arbitri.com che ha provveduto a pubblicarla integralmente. Rocca parla di “favoritismi” e anche di irregolarità nelle valutazioni. Riporta casi e fatti che hanno interessato la sua attività come assistente, ma va anche oltre. Racconta alcuni episodi che riguardano partite di Serie A, con dovizia di particolari. Uno di questi episodi è destinato a far molto discutere.

L’assistente calabrese Rocca sul modus operando dell’Aia e “Rocchi che bussa sul vetro”
Domenico Rocca parla di un episodio particolare relativo alla gara Udinese – Parma, paragonando quanto accaduto con il match fra l’Inter e la Roma. Nel confronto in Friuli “viene concesso un calcio di rigore giusto, solo perché a Lissone come supervisore Rocchi si alza rapidamente dalla postazione per “bussare” (si sente anche nell’audio delle registrazioni) più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar”. Questo “per richiamare la loro attenzione che a sua volta chiameranno l’arbitro per un ofr e far assegnare giustamente come detto un rigore che i var si erano persi”. E allora Rocca si domanda: “Ma perché in Inter – Roma, Gervasoni super visore di giornata non “bussa” ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto a favore dell’Inter? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli”. L’assistente Rocca insomma lancia pesanti accuse sul mondo degli arbitri e verso i vertici dell’Aia.
Rocca contro l’Aia: l’assistente calabrese parla di “mobbing”
Dal punto di vista personale Rocca lamenta il comportamento della Commissione arbitrale, a suo giudizio inquadrabile come “mobbing”. Questo per via di “sistematicità e ripetizione di comportamenti ostili da parte della Commissione, acuitisi, guarda caso, dopo le elezioni politiche di dicembre”. Ed ancora: “Intenzionalità nel danneggiare la mia professionalità e la mia persona, con l’obiettivo di rendermi insicuro nella mia attività”. E poi parla di “ostilità in qualsivoglia questione mi riguardasse. Le alterazioni delle voci di Tonolini e Rocchi nelle telefonate dopo Cesena-Spezia acclarano come l’obiettivo della commissione fosse esclusivamente quello di depredarmi del voto giusto”. Ciò allo scopo di “defraudarmi di ogni sicurezza”. E quindi dice di una sua “emarginazione dal gruppo” come testimonia “l’invito a non presentarmi all’ultimo raduno in quanto impegnato nella gara di venerdì (ma il raduno era giovedì a Firenze e la partita venerdì sera a La Spezia)”.
Pronto ad agire contro l’Associazione
L’assistente calabrese Domenico Rocca annuncia di voler agire contro l’Aia, un atto che ritiene necessario “perché amo questa associazione e ne voglio tutelare i principi da voi consapevolmente violati”. Poi aggiunge: “Tra i grandi errori di Trentalange e Baglioni c’è stato quello di cacciare Rizzoli per insediare Rocchi (che poi li avrebbe espressamente rinnegati e traditi)”. E poi c’è questa commissione “che tratta le persone come fossero animali da macello, ma soprattutto, altera i regolamenti per ottenere i propri obiettivi e preservare i suoi uomini”. Ciò contravvenendo ai massimi principi di correttezza e probità che dovrebbero attendere ad ogni comportamento”.
La lettera dell’assistente calabrese
Qui la lunga lettera scritta da Domenico Rocca, inviata alla Can e pubblicata integralmente sul sito arbitri.com
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