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Capo Vaticano: tecnici, calciatori e dirigenti assieme nel ricordo del dottore Mimmo Miceli

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Ex calciatori, tecnici e dirigenti si sono ritrovati allo stadio per evento che inteso onorare la memoria dello storico vice presidente del club vibonese


Il Capo Vaticano e il dottore Miceli: il ricordo di tanti anni vissuti in maniera intensa. Il primo memorial per onorare la memoria del compianto dirigente sportivo del club vibonese si è disputato a Ricadi. A volerlo fortemente il capitano storico del Capo Vaticano, Mimmo Tavella, la cui idea è stata subito assecondata da tutti. La famiglia del compianto dottore Mimmo Miceli ha preso parte all’evento. Il figlio Francesco e il nipote Mattia in campo in occasione della partita celebrativa. Tanti suoi “ragazzi” adesso diventati adulti, provenienti da ogni angolo della Calabria, sono scesi in campo per vivere una giornata all’insegna dell’allegria e anche della nostalgia. E poi gli allenatori del Capo Vaticano, da Varrà a Suriano, passando per Stumpo e Vangeli. I dirigenti di allora, con in testa il presidente storico Pino Giuliano, il quale ha tratteggiato la figura del dottore Mimmo Miceli.

Il dottore Miceli e l’amore per il Capo Vaticano

Mimmo Miceli è stato un dirigente storico del Capo Vaticano ai tempi dell’Eccellenza, fra la fine degli anni novanta e l’inizio del duemila. Serie D sfiorata e tanti campionati di vertice. Società solida, seria, puntuale, oculata. Mimmo Miceli ne incarnava l’anima passionale. Disponibile con tutti, con un carattere gioviale, sempre pronto alla battuta. Un uomo di cuore, buono e generoso. Il presidente Pino Giuliano ne ha ricordato, fra le tante, l’ostinazione per il campo sportivo, affinché il Capo Vaticano potesse giocare in una struttura degna di tal nome. Per anni il manto erboso del “San Giovanni Bosco” di San Nicolò di Ricadi è stato un vero e proprio fiore all’occhiello. Un anno ospitò anche la Lazio durante la fase di preparazione. Anni intensi, quelli del Capo Vaticano in Eccellenza, con il dottore Mimmo Miceli puntualmente in prima fila. Alla squadra e ai suoi ragazzi ci teneva tantissimo.

Il capitano Mimmo Tavella e il ricordo del dottore Miceli

Il promotore di questa reunion, come si diceva, è stato proprio Mimmo Tavella, capitano storico del Capo Vaticano. Per lui ben 229 presenze in maglia neroverde. Nove stagioni in totale. Una leggenda. “Ci sono giornate che finiscono – così Tavella – e ce ne sono altre che diventano ricordi destinati a durare per sempre. Il 1° Memorial “Dott. Mimmo Miceli” si conclude con il cuore pieno di emozioni. Abbiamo rivissuto amicizie, indossato gli stessi colori, raccontato aneddoti, sorriso, ricordato e, soprattutto, reso omaggio a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia del Capo Vaticano e nella vita di tutti noi”.

Grazie alla famiglia Miceli, a tutti gli ex calciatori, ai dirigenti, agli amici, agli organizzatori e a chiunque abbia scelto di esserci. Il vostro affetto ha trasformato un semplice evento in qualcosa di speciale. Dottore, ieri il campo è tornato a vivere come ai tuoi tempi. E siamo certi che, da qualche parte, stavi sorridendo insieme a noi. Questo non è un addio, ma un arrivederci. L’appuntamento è già fissato: tra un anno, sullo stesso campo, con gli stessi valori e con lo stesso immenso affetto. Perché certi ricordi non si celebrano una volta soltanto. Si custodiscono. E si tramandano. Arrivederci al 2° Memorial “Dott. Mimmo Miceli”.

In campo venti anni dopo

Mimmo Tavella ha subito trovato sponda nei compagni di squadra, nei tecnici e nei dirigenti, nei familiari del dottore Miceli. E anche nell’attuale proprietà del club e nell’Amministrazione comunale. E così rieccoli in campo. Venti anni dopo. La colonna portante di quella squadra era rappresentata da Ignazio Caccamo, Nicola Pettinato, Mario Spina, Mimmo Tavella. Sono loro quelli con il maggior numero di presenze. Ma ce n’erano tanti altri ancora. Si sono formate due squadre. Da una parte De Gennaro, Serra, Tavella, Surace e Pettinato, Spina, Gatto, Tuoto, Apicella, Maluccio, Ferla e Mattia Miceli. Dall’altro lato De Gaetano, Saccomanno, Quaranta, Musumeci, Mondello. E poi Dotro, Francesco Miceli, Nosdeo, Campisi, Chiodo, Caccamo, Marturano, Pannia. Tanta nostalgia e sorrisi. Michele Miceli, fratello di Mimmo e altro dirigente storico del club, a nome della famiglia ha ringraziato tutti per la presenza. A lui è stato donato un libro con tante pagine bianche, dove ogni calciatore e allenatore presente ha scritto un proprio pensiero sulla figura di Mimmo Miceli.

Non solo una partita

Quello che si è vissuto a Capo Vaticano è stato un bel momento di affetto e di amicizia. Si è trattato di un vero e proprio abbraccio collettivo, per ritrovarsi nel ricordo del dottore Miceli, uno che ha fatto tanto per il calcio locale e regionale. È stata l’occasione per rivedere Paolo Morabito e Carmelo Scordia (quest’ultimo ha diretto anche la partita), Di Capua e Vasinton, la famiglia Stumpo e Arlotta, il prof. Vinci e ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno. Resta quindi il ricordo di una bella giornata di sport, di emozioni, di affetto, amicizia e nostalgia. La forza del calcio, però, è quella di saper unire e di far ritrovare amici di un tempo, vogliosi di correre attorno a un pallone. Tutti riuniti dall’affetto, che rimarrà eterno, nei confronti del dottore Mimmo Miceli.

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