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Il racconto dell’avvocato Giovanna Fronte, per ore a pochi metri dalla galleria teatro dell’assalto al portavalori sulla A2 a Reggio. “Sembrava un film, poi abbiamo capito che era tutto vero”


VIBO VALENTIA – “Non ho neanche fatto in tempo a dire a mio marito che fino a quel momento il viaggio era stato tranquillo che all’improvviso abbiamo visto le auto ferme e due veicoli incendiati, poco più avanti, in mezzo alla carreggiata, sul viadotto. Sembrava la scena di un film. Pensavamo fosse un incidente”.
Quello che Giovanna Fronte, storico avvocato del Foro di Vibo Valentia, non sapeva è che a qualche decina di metri di distanza, in piena galleria, si stava consumando uno dei crimini più efferati, fortunatamente senza feriti.

La penalista, originaria della Val di Noto, in Sicilia, stava rientrando a Vibo insieme al marito, dopo aver trascorso il weekend, com’è solita fare, nella sua terra di origine. Era ripartita di prima mattina e il tragitto, come detto, era stato tranquillo.

“Anche la traversata in traghetto era stata veloce, e l’attesa minima”, racconta. Arrivati nei pressi dello svincolo di Scilla, l’avvocato commenta la tranquillità del viaggio col marito: “Non ho quasi neanche finito la frase che abbiamo visto la coda di auto e due vetture in fiamme al centro della carreggiata. Ci siamo fermati. Inizialmente non si capiva cosa fosse esattamente successo. Pensavamo si trattasse di un incidente ma non si vedevano ambulanze. La coda iniziava ad essere corposa alle nostre spalle. Davanti invece era tutto bloccato. Scendiamo dall’auto per chiedere informazioni ma nessuno sapeva nulla. Eravamo lì, dove c’era il cordone, ad attendere sviluppi. Ad un certo punto udiamo provenire dalla galleria poco distante dei rumori, non so dire se spari o di un’esplosione”.

I minuti passano e le prime informazioni attendibili iniziano ad arrivare anche all’orecchio della penalista: una rapina ad un portavalori. “Quando abbiamo appreso cosa fosse avvenuto quasi non ci credevamo. Le numerose auto delle forze dell’ordine, le sirene e i lampeggianti, le auto in fiamme, il fumo denso, credevamo di trovarci sul set di un film, ma era tutto vero”.

Giovanna Fronte e il marito sono rimasti bloccati sul viadotto per circa tre ore con non poca apprensione: “Quando passavano i mezzi pesanti dall’altra carreggiata inevitabilmente quella dove stavamo noi un po’ traballava”, aggiunge. Finalmente intorno alle 11.30 la circolazione ha potuto riprendere. Transitando nella galleria, la penalista e il marito hanno potuto constatare, così come tantissimi altri automobilisti, la gravità del fatto. “Ho realizzato un breve video. La scena era impressionante e l’odore acre del fumo era insopportabile”. Circa un’ora dopo il rientro a Vibo: “Un viaggio in due tranches e della seconda tutti noi ne avremmo fatto volentieri a meno”.

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