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Maxi sequestro di beni da 700mila euro ad un boss di ‘ndrangheta del Vibonese, sigilli anche ad una azienda
VIBO VALENTIA – Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha eseguito un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro nei confronti di una persona fisica e dei beni mobili ed immobili a lui direttamente o indirettamente riconducibili, per un valore complessivo stimato di oltre 700mila euro.
Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale di Catanzaro, si sono sviluppate in accertamenti orientati all’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, nei confronti di un soggetto, Franco Idà, condannato, con sentenza definitiva, per reati di associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti che, secondo sentenza passata in giudicato, ha ricoperto un ruolo apicale nella ‘ndrangheta vibonese.
Gli accertamenti patrimoniali, estesi anche al nucleo familiare nonché a terzi intestatari fittizi di beni, «hanno consentito di rilevare – spiega la Finanza – nel periodo oggetto di investigazione, una costante sperequazione patrimoniale, ovvero l’incompatibilità del patrimonio accertato rispetto alla lecita capacità reddituale dichiarata». Sulla base degli accertamenti la Procura ha proceduto «alla richiesta di applicazione del sequestro di beni mobili, immobili, disponibilità finanziarie, nonché di un compendio aziendale, tutti riconducibili direttamente o indirettamente al soggetto, per un valore complessivo stimato di oltre 700.000 euro».
SEQUESTRO DI BENI PER 700MILA EURO AD UN BOSS VIBONESE
Il Tribunale di Catanzaro ha quindi emesso un Decreto di Applicazione della Misura di Prevenzione che dispone il sequestro, ai fini della confisca, dei seguenti beni
- 6 fabbricati;
- un terreno
- compendio aziendale di una Ditta, operante nel settore del “Commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri”, costituito da nr. 25 autoveicoli;
- disponibilità finanziarie di varia natura presso vari Istituti di Credito.
«Il servizio testimonia – ha commentato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri – l’elevata attenzione che l’Autorità Giudiziaria e i militari in forza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia pongono sul fronte del contrasto alla criminalità economica e organizzata, con particolare riferimento alla ‘ndrangheta, al fine di intercettare e reprimere ogni forma di inquinamento dell’economia legale e salvaguardare gli operatori economici ed i cittadini. Altresì, il sequestro di patrimoni illeciti assume un valore anche “sociale”, poiché consente di restituire alla collettività le ricchezze accumulate nel tempo dalla criminalità. L’aggressione ad ogni forma di criminalità restituisce competitività e legalità al mercato, alimentando gli investimenti ed il conseguente sviluppo imprenditoriale ed economico che la criminalità mira a controllare e rallentare».
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