Un momento dell'incontro
3 minuti per la letturaDopo settimane di tensioni tra parte della comunità di Ariola di Gerocarne e il vicario parrocchiale don Pietro Cutuli, il parroco don Zappone riprende in mano la gestione
GEROCARNE – Un incontro dai toni accesi, al limite della rottura, quello che si è svolto sabato 18 aprile nella chiesa di Gesù Salvatore ad Ariola di Gerocarne. Qui da settimane si registra un clima di forte tensione tra una parte dei fedeli e don Pietro Cutuli, finora punto di riferimento della comunità. La riunione, promossa dal vicario generale della diocesi don Piero Furci, si è svolta alla presenza del vicario di zona don Rocco Zoccoli, di don Vincenzo Zappone e dello stesso don Pietro Cutuli.
L’incontro è stato convocato dopo che nei giorni scorsi una nutrita raccolta firme era stata recapitata al vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea Attilio Nostro. Raccolta firme contenente contestazioni nei confronti di don Cutuli. Momenti di forte tensione si sono registrati nel corso dell’incontro, con il rischio che la situazione degenerasse. A riportare la calma è stato lo stesso vicario Furci, che ha gestito il confronto cercando di ricondurre il dibattito entro toni più pacati. Nel suo intervento, il vicario generale ha voluto chiarire anche l’assetto ecclesiale del territorio. Ariola, infatti, non è una parrocchia autonoma, ma una comunità che fa capo alla parrocchia di Ciano. In questo quadro si inserisce la decisione comunicata ai fedeli. Il parroco don Vincenzo Zappone riprende direttamente la guida anche della comunità di Ariola, finora affidata, per delega, al vicario parrocchiale don Pietro Cutuli.
«Stiamo avviando processi di collaborazione tra comunità vicine – ha spiegato don Furci –. Per garantire un servizio pastorale più completo, anche grazie all’apporto fraterno di più sacerdoti». Una scelta che, ha precisato, risponde a una linea più ampia della diocesi, particolarmente attenta alle aree interne. Dove si punta a rafforzare la presenza ecclesiale anche per contrastare il crescente spopolamento. Il vicario non ha nascosto che sulla decisione ha inciso anche «la situazione problematica dei rapporti» tra don Cutuli e una parte dei fedeli. Pur ribadendo che la motivazione principale resta quella organizzativa e pastorale.
L’annuncio è stato accolto da un lungo applauso da parte dei presenti, segno evidente del malcontento maturato nei confronti del sacerdote. Don Cutuli, ha aggiunto il vicario, continuerà per il momento il proprio servizio presso l’Associazione Sacro Cuore. Restando comunque disponibile a celebrare messa e a collaborare con gli altri sacerdoti del territorio. Proprio questa apertura ha però riacceso gli animi: «Non lo vogliamo, ci ha sempre trattati male», hanno gridato alcuni parrocchiani, dando voce a un disagio diffuso.
A quel punto don Pietro Cutuli ha preso la parola, rivendicando il proprio operato e il legame con una parte della comunità. Ha affermato di non voler abbandonare i fedeli che intendono continuare a seguirlo, aggiungendo che «chi non lo vuole è libero di fare le proprie scelte». Il sacerdote ha inoltre dichiarato di non nutrire rancore «nonostante le polemiche e le falsità», accusando apertamente alcuni presenti di dire «bugie» e sostenendo che «renderanno conto a Dio». La vicenda resta ora aperta, con una comunità divisa e un percorso di riorganizzazione pastorale che si preannuncia delicato. Nei prossimi giorni sarà don Vincenzo Zappone a dover ricucire i rapporti e ristabilire un clima di serenità all’interno della comunità di Ariola.
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Buongiorno! e siano Lodati Gesù e Maria e sempre siano Lodati.Vengo a conoscenza,di queste diatribe con molto disgusto da parte dei parrocchiani di Ariola,e quanto sta’ succedendo in questa comunità,che per quanto né so’,e seguo,scelsero Don Pietro Curuli,non ricordo bene,l’ inizio del mandato Sacerdotale che diedero a Don Pietro,per grazia e dono di aiutare i parrocchiani di Ariola alla conversione ( non semplice,per il mondo che si vive di questi tempi,con pensieri,parole,opere, omettendo la verità.Certo è che Don Pietro è vero che ha parole forti a volte incomprensibili a chi cerca forse la propria verità,ma non quella del Signore Gesù Cristo,che è data da Dio Onnipotente Onnipossente,nel momento della Vocazione Sacerdote Crismale( per Cristo,con Cristo in Cristo).Il fedele se così vuole chiamarsi,non può essere alla pari del Sacerdote.Sia esso simpatico o antipatico,a chi per cui,vengono impartiti, doveri ,dopo la confessione che porta alla conversione non solo del Sacerdote ma di se stesso/a, prendendo ogni sorta di ammonimento se così dovesse essere ,nei casi non gravi ma gravissimi davanti a Dio,solo nel pensare di avere ragione senza un mandato Sacerdotale.Io sono non una simpatizzante come tanti che ho sentito e frequentato,solo nelle varie e incommensurabili catechesi e ritiri a Gerocarne,da Don Pietro nell’ Associazione Sacro Cuore di Gesù,e ad Ariola in parrocchia.Non sono una paesana della Calabria,ma una comune mortale del Piemonte, precisamente di Settimo Torinese,che segue Don Pietro dagli albori del Suo mandato, conosciuto su YouTube e poi a Medjugorje,10 anni fa’circa.La conversione è dura sia come impegno comportamentale nel sociale,ma soprattutto nel seguire i Comandi Divini che partono con i 10 Comandamenti delle Tavole della Legge 2, date a Mosè da Dio Padre sul Monte Sinai.Che tuttora, spudoratamente non vengono rispettate.Arrivo da una famiglia pagana incallita nel disordine di pensieri,che inducono la pseudo persona( perché? Non persona,in quanto non è regolare nell’ eseguire ciò che Dio comanda).Per grazia è dono,sono sempre stata controcorrente,per i miei genitori,fratelli,sorelle, compagne ,compagni,mai nessun confidente,se non il Sacerdote,tanti finché non ho trovato Don Pietro che mi ha fatto vera chiarezza sulla mia persona nella Spiritualità che continua ad essere battagliata nella Chiesa e fuori dalla Chiesa,sia dalla famiglia che in primis nel Sociale,che a tutt’oggi viviamo sin dal respiro e in ogni attimo.giorno no e notte. Il Signore Gesù Cristo non può essere simpatizzante,né amico, né con ogni sorta di pensiero contorto, dall’ inganno illusorio di essere a posto con,del, nel,Signore,solo per il più semplice motivo di andare abitualmente alla Santa Messa,pensando,erroneamente di poter fare e dire ciò che si vuole.No!!! Guai peccare di presunzione,di vanagloria…..e mi fermo qui.Chiedo umilmente al Signore,di fare chiarezza e verità a tutti i Sacerdoti del mondo e a tutto il Clero.in questo non momento,perché è da millenni che ci portiamo dietro dal Peccato Originale,sia per tutti l’ impegno di cuore contrito, alle malefatte nascoste in pubblico,ma non a Dio.Di discernere,fino ad arrivare al quella grazia e dono profonda dell’ anima ,che porta alla fisicità,allo psicologico personale,a ogni sorta personale non in linea soprattutto nella parte materiale,oggi decantata da Dio denaro ( mammona).La Verità fa’male,ma fa’ più male e non si torna indietro, sé non abbiamo la Volontà di migliorarci, senza seguire l’ onda della menzogna portandosi alla morte eterna nella corrente generale, mondiale.Si sa’ Gesù è con noi,Si, se lo cerchiamo nella Verità,per la Verità,con la Verità.Tutto il resto non è Gesù.E’ imploro in ginocchio,la grazia e il dono con l’intercessione della Mamma Celeste con San Giuseppe e tutto il Paradiso Celeste con le Sante Anime del Purgatorio di trovare e cercare Sacerdoti con il Carisma di Don Pietro.Sfido chiunque,avendone conosciuto in 69 anni della mia vita terrena,uno simile non simpatizzante ma con vero Crisma Divino che combatte a spada tratta la schiavitù che sta nel malvagio Satana che porta alla morte eterna,vivendo una Vita terrena di disperazione,senza via d’ uscita,per le bugie, falsità e quant’altro insegnato da ciarlatani anche consacrati per abito ma non per cuore.Dio Vi Benedica Silvana Maria Dettori