X
<
>

Il superyacht dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, al porto di Vibo marina

3 minuti per la lettura

L’arrivo al porto di Vibo marina del superyacht estralusso dell’ambasciatore degli Stati Uniti Fertitta accende la polemica sui social network


VIBO VALENTIA – Il superyacht di lusso, giunto a Vibo Marina pochi giorni fa, scatena la polemica sui social tra gli entusiasti e chi invece ne ridimensiona la sua valenza. La polemica è deflagrata in un battibaleno, è bastato qualche articolo di giornale che ne esaltava il prestigio e i commenti di ammirazione da parte di alcuni lettori per scatenare sui social network una vera e propria battaglia all’ultimo commento a favore o contro l’esagerata ostentazione del lusso del superyacht.

Al centro dell’esilarante vicenda vi è l’arrivo in porto della nave extralusso dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta. Il diplomatico italo-americano e il suo mega panfilo erano attesi con trepidazione da giorni, nell’ambito del tour celebrativo promosso per i 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza americana. Dunque, ieri mattina, presso la banchina Fiume dello scalo vibonese vi è stato finalmente l’approdo del mezzo navale, tra imponenti misure di sicurezza predisposte direttamente dal Ministero degli Interni attuate dalle forze dell’ordine su input della Prefettura di Vibo Valentia.

Il superyacht a Vibo e la polemica social

A margine di tutto, sui social network si sono accese vibranti polemiche riferite all’eccessivo entusiasmo per questa inaspettata visita a Vibo Marina. Difatti, alcune voci di cittadini sono state particolarmente critiche sul tema in questione. “Insomma – scrive un utente – dovremmo avere rispetto e accoglienza per un multimiliardario solo perché sfoggia le sue ricchezze e il suo potere? È questo che sembrano dirci molte testate giornalistiche che esaltano questo sfarzoso mega yacht. A prescindere da chi sia, l’Italia sta attraversando un periodo economico difficile e molte famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese; inoltre, il nostro Paese è coinvolto in scelte di politica internazionale che suscitano forti divisioni e critiche. In un contesto come questo, dovremmo accoglierlo con tutti gli onori? Con quali motivazioni?”.

Un altro utente è invece ancora più esplicito nel manifestare la sua contrarietà alla presenza della nave dell’ambasciatore italo-americano: “La cosa che mi dà più fastidio non sono i controlli di sicurezza che vanno fatti – afferma un residente -, ma l’atteggiamento da “leccapiedi” che si respira già da giorni tra politici e giornali locali. Tra comunicati entusiasti e titoloni esagerati, sembra quasi che stia per sbarcare il Messia e non un ricco diplomatico, per di più in una delle zone più povere d’Italia. Essere alleati degli Stati Uniti non significa dover fare i servili. Altri Paesi europei riescono a essere amici degli americani senza perdere la dignità; noi invece sembriamo ancora ipnotizzati dagli americani, specialmente se si presenta con una villa galleggiante da milioni di dollari. Invece di concentrare tutte queste energie per far stare comodo un miliardario, l’Italia dovrebbe pensare ai problemi veri del Sud, come le strade e i treni che cadono a pezzi. Ospitalità – conclude l’utente – significa essere accoglienti, non sottomessi. Essere alleati è una cosa, fare i servili è un’altra”.

“Prima le foto”

Per concludere, un altro cittadino commenta con malcelata ironia lo stato d’arte della situazione attuale. “Il porto blindato, presidiato come un fortino per l’arrivo dell’ambasciatore americano. Sirene, divise, controlli. Tutto perfetto, tutto efficiente. Quando c’è un ospite illustre da far vedere in foto, le risorse magicamente saltano fuori. Ma per fissare quattro basole ballerine, tappare una fogna o bonificare un torrente i soldi non ci sono mai. Il paese si mobilita per un ambasciatore, ma non per i suoi cittadini che ogni santo giorno rischiano l’osso del collo. È il classico prima le foto, poi la gente, o forse è più opportuno dire prima i potenti, poi i poveracci”.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA