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VIBO VALENTIA – I carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia, supportati dai Comandi Arma competenti per territorio, hanno eseguito una misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro a carico di cinque soggetti nei cui confronti sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in relazione ad alcuni episodi estorsivi, aggravati dal metodo mafioso, commessi a Vibo Valentia fra il 2009 e il 2022. Altri sette soggetti sono indagati in stato di libertà.

Carabinieri e Guardia di Finanza hanno ricostruito le attività dell’organizzazione criminale scoprendo:

− un’estorsione commessa nel 2009 ai danni un’impresa edile impegnata in lavori di movimento terra e riqualificazione urbana, per un ammontare di € 20.000;

− un’estorsione commessa tra il 2015 e il 2017 all’impresa aggiudicataria della raccolta dei rifiuti urbani, per una cospicua somma di denaro fatti (nel medesimo contesto il 20.04.2016 la ditta ha subito l’incendio di autocompattatore il cui autista veniva minacciato con una pistola);

− 4 tentate estorsioni in danno di altrettante ditte (una delle quali aggiudicataria nel 2018 della raccolta dei rifiuti urbani di Vibo Valentia; una impegnata nel 2020 nei lavori di costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia; mentre le altre impegnate dal 2021 al 2022 in lavori di riqualificazione di edifici – c.d. ecobonus 110%).

Questo è l’elenco delle persone indagate:

  1. Arena Bartolomeo
  2. Camillò Domenico
  3. Macrì Domenico detto Mommo
  4. Manco Michele
  5. Mantella Andrea
  6. Mantella Salvatore
  7. Mantella Vincenzo
  8. Morelli Salvatore
  9. Pardea Francesco Antonio
  10. Pugliese Carchedi Michele
  11. Ruffa Andrea
  12. Serra Domenico

L’attività, che offre uno spaccato sul controllo esercitato dalla criminalità organizzata nel settore della raccolta dei rifiuti nel comune di Vibo Valentia e le estorsioni subite dalle ditte incaricate, la Ased srl e la Dusty srl, il cui responsabile all’epoca era Gregorio Farfaglia, ha consentito anche di acclarare il profilo associativo di uno degli arrestati che il gip ha riconosciuto nel periodo successivo alle contestazioni contenute nel procedimento “Rinascita-Scott”. Lo stesso rimesso in libertà nei giorni successivi al 19 dicembre 2019 per annullamento della misura cautelare da parte del Tribunale della Libertà, ha ripreso l’attività del gruppo iniziando a commettere estorsioni sul territorio sino al suo arresto avvenuto a maggio di quest’anno a seguito della condanna riportata in abbreviato nel processo “Rinascita-Scott”.

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