Il palazzo municipale di Pizzo
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Dialogo salvavita dei Carabinieri convince un uomo a scendere dal cornicione del Comune di Pizzo che minacciava di lanciarsi dal terzo piano dell’edificio, evitando così la tragedia
PIZZO – Sono stati quindici minuti di tensione estrema, sospesi tra la vita e la morte, quelli vissuti ieri mattina, lunedì 20 aprile 2026, nel Palazzo Municipale di Pizzo e solo la persuasione dei carabinieri ha evitato la tragedia. Intorno alle ore 13:00, un uomo di mezza età, residente nel comune costiero ha messo in atto un disperato tentativo di protesta, non il primo che mette in atto nel corso dei mesi.
LA PROTESTA AL COMUNE DI PIZZO
Il soggetto, con alle spalle una situazione di disoccupazione e fragilità sociale, si è inizialmente barricato all’interno di uno dei bagni del Comune. La protesta è però rapidamente degenerata: in uno stato di forte agitazione, il soggetto ha raggiunto una finestra al terzo piano dello stabile, sedendosi sul bordo esterno con le gambe penzoloni nel vuoto.
Sotto gli occhi dei presenti e dei dipendenti comunali, ha iniziato a minacciare il suicidio, puntando l’indice contro quelle che ha definito “inerzie amministrative” in merito alla sistemazione del tetto dell’alloggio popolare nel quale risiede insieme alla sorella.
L’ARMA DELLA PERSUASIONE UTILIZZATA DAI CARABINIERI
A evitare il peggio è stato il tempestivo intervento dei militari della Stazione Carabinieri di Pizzo. Giunti sul posto, i militari non hanno optato per un’azione di forza, che avrebbe potuto spaventare l’uomo e provocare un riflesso fatale, ma hanno messo in campo la più preziosa delle strategie: l’empatia e l’ascolto. E così, il maresciallo Marco Failla, comandante della Stazione, ha iniziato ad ascoltare le istanze dell’esagitato entrando così in confidenza. Un’azione facilitata dalla propensione del sottufficiale a gestire situazioni di questo tipo – tant’è che il suo nome è inserito nella rete nazionale dei Negoziatori dell’Arma che fa capo al GIS, il Gruppo di Intervento Speciale- e dalla conoscenza del soggetto.
Per circa quindici minuti, il maresciallo ha instaurato un dialogo serrato e delicatissimo con l’aspirante suicida.
LA DESISTENZA DELL’UOMO E IL RITORNO ALLA NORMALITà
Con professionalità e umanità, è riuscito a scalfire il muro di disperazione dell’uomo, stabilendo una connessione emotiva che lo ha convinto, centimetro dopo centimetro, a desistere dall’insano gesto e a rientrare all’interno della struttura in sicurezza. Una volta messo in salvo, l’uomo è stato preso in cura dai sanitari. Prontamente informata della vicenda l’Autorità Giudiziaria, mentre i Carabinieri della locale Stazione proseguono gli accertamenti per fare piena luce sui contorni del drammatico episodio.
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