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Gli esami chiariscono perchè è morto il piccolo Alessio Pio Coppolino : Meningoencefalite da HHV-6 sesta malattia, aggravata da sepsi e insufficienza multiorgano
VIBO VALENTIA – Emergono i primi risultati degli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura della Repubblica di Catanzaro per fare luce sulla morte del piccolo Alessio Coppolino, il bimbo di Zungri di un anno e mezzo, avvenuta il 22 luglio scorso all’ospedale di Catanzaro. In una comunicazione urgente trasmessa agli organi competenti, il consulente tecnico del pubblico ministero ha reso noti gli esiti dell’autopsia e delle successive indagini microbiologiche post mortem, delineando il quadro clinico che avrebbe condotto al decesso del bambino. Secondo quanto riportato nella relazione, nel liquido cerebrospinale è stata accertata la presenza del virus HHV-6, confermata mediante analisi PCR, mentre nel sangue sono stati rilevati sia lo stesso virus sia il batterio Staphylococcus aureus. Gli esami sulle feci hanno evidenziato la presenza di Escherichia coli e Clostridium difficile, quest’ultimo però senza riscontro della relativa tossina. Nel frammento di colon è stato inoltre isolato Escherichia coli.
MORTO PER MENINGONCEFALICE DA SESTA MALATTIA: LE RISULTANZE DELL’AUTOPSIA SUL PICCOLO ALESSIO PIO E LA SEQUENZA CAUSALE DEL DECESSO
Alla luce delle risultanze microbiologiche e dei reperti emersi dall’esame autoptico, il consulente tecnico ritiene che il decesso sia riconducibile a una meningoencefalite secondaria da HHV-6, complicata da una batteriemia da Staphylococcus aureus, che avrebbe provocato una grave polmonite bilaterale e una miocardite, evolvendo successivamente in sepsi e insufficienza multiorgano. La ricostruzione della sequenza causale indica come altamente probabile che una iniziale gastroenterite provocata da Escherichia coli e, in misura minore, da Clostridium difficile – senza positività alla tossina – abbia determinato una riduzione della risposta immunitaria del bambino. Tale condizione sarebbe stata aggravata dall’infezione da HHV-6, noto come virus della sesta malattia, che avrebbe oltrepassato la barriera ematoencefalica causando una rara ma devastante meningoencefalite. In questo contesto, lo Staphylococcus aureus, proveniente dall’esterno, avrebbe trovato condizioni favorevoli per diffondersi nell’organismo, provocando batteriemia, miocardite, polmonite, sepsi diffusa e coagulazione intravascolare disseminata terminale.
RILEVANZA PER LA SALUTE PUBBLICA E COLLABORAZIONE SCIENTIFICA
Nella comunicazione si sottolinea inoltre che la diffusione degli esiti è motivata dalla rilevanza del caso sotto il profilo della salute pubblica, con l’obiettivo di supportare la diagnosi di eventuali casi analoghi, d’intesa con la Procura della Repubblica di Catanzaro, titolare dell’inchiesta. L’autopsia è stata eseguita dall’équipe dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, diretta dalla professoressa Isabella Aquila, mentre le indagini microbiologiche sono state condotte dalla U.O.C. di Microbiologia dello stesso Ateneo. Il documento evidenzia come il lavoro congiunto delle diverse professionalità abbia consentito di ricostruire il complesso quadro patologico e la sequenza degli eventi che hanno portato alla morte del piccolo Alessio.
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