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Positivo l’incontro tra il primario di ginecologia dell’ospedale di Vibo, Vincenzo Mangialavori con il commissario Vittorio Piscitelli: dimissioni praticamente rientrate 


VIBO – Importante e decisiva schiarita nella spinosa vicenda del reparto di ginecologia dell’ospedale Jazzolino che nei giorni scorsi ha registrato le polemiche dimissioni di Vincenzo Mangialavori dall’incarico di primario facente funzioni. Oggi pomeriggio, 21 maggio 2025, alla sede di via Alighieri ha incontrato il prefetto Vittorio Piscitelli, presidente della triade commissariale che dall’ottobre scorso guida l’Asp. Un incontro dall’esito decisamente positivo, stando ai commenti degli interessati, il che lascia intuire che la crisi sia ormai rientrata. Come forse si ricorderà, Mangialavori aveva motivato le sue dimissioni con una serie di «aggravate criticità gestionali e strutturali che rendono impossibile proseguire nell’attività con la serenità e la sicurezza che il nostro lavoro richiede», lamentando una sostanziale indifferenze della dirigenza Asp verso le sue reiterate richieste di attrezzature necessarie ed efficienti. 

SODDISFAZIONE DEL PRIMARIO MANGIALAVORI E DEL PREFETTO: DIMISSIONI RIENTRATE

Oggi Mangialavori ha ricevuto le risposte che per mesi aveva chiesto. In sostanza, Piscitelli gli ha confermato che l’azienda aveva già preso in carico alcune richieste mentre altre, per uno spiacevole disguido, non erano mai arrivate a sua conoscenza, assicurandogli che si farà di tutto per bruciare i tempi. Al termine Mangialavori si è detto soddisfatto e, dando atto al commissario di concreta volontà di affrontare e risolvere i problemi da lui sollevati, ha affermato: «Non chiedo di meglio che tornare a fare il mio lavoro, nell’interesse dei nostri utenti». 

Soddisfatto, naturalmente, anche il prefetto Piscitelli che ha disinnescato, in pochissimo tempo, una vicenda che rischiava di creare grossi problemi all’azienda in termini di operatività e anche d’immagine. L’esito positivo, d’altronde, era quello che lui auspicava. Già all’indomani della lettera di dimissioni aveva infatti usato parole al miele: «Il dottore Mangialavori gode della nostra stima. Voglio sperare che la sua sia stata, in sostanza, una richiesta di attenzionamento. Lo incontreremo molto presto e siamo disponibili a trovare insieme a lui una soluzione ai problemi sollevati». Le dimissioni dunque sono da considerare ritirate, lo stesso commissario ha chiosato che non serve nemmeno un atto formale perché, ricevute le risposte che chiedeva, non c’è alcun motivo per cui Mangialavori non debba tornare a guidare il reparto.

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