X
<
>

La seduta della Conferenza dei sindaci del Vibonese

6 minuti per la lettura

Sindaci e organizzazioni sindacali denunciano carenze e problemi del 118 nella provincia di Vibo, ma Azienda Zero ribatte: «In Calabria più ambulanze che in altre regioni ma il problema sono l’80% delle chiamate improprie, così come gli accessi al Pronto soccorso».


VIBO VALENTIA – Una Conferenza dei sindaci durata oltre 5 ore quella svoltasi ieri pomeriggio al palazzo municipale di Vibo; d’altronde, gli argomenti erano di stretta attualità: le problematiche attinenti il 118 e le guardie mediche nel territorio provinciale. Alla fine, la prima tematica ha assorbito gran parte della discussione. Da un lato i sindaci (circa 30) del Vibonese, le organizzazioni sindacali e le associazioni, dall’altra il commissario dell’Asp di Vibo, Angelo Sestito, il direttore sanitario Ilario Lazzaro, e soprattutto il direttore sanitario di Azienda Zero, Domenico Minniti che ha snocciolato una serie di numeri e dati.

IL SINDACO-SANITARIO: “OGNI GIORNO MI FACCIO IL SEGNO DELLA CROCE”

Coordinata dal presidente Salvatore Fortunato Giordano, l’assemblea è iniziata con gli interventi della platea. L’esordio è toccato al sindaco di Pizzoni, Vincenzo Caruso, tra l’altro dipendente del 118 da ben 25 anni scattando un’istantanea molto problematica della situazione nella fascia montana: “Adesso – ha affermato – per lavorare mi faccio il segno della croce. In questi 25 anni la postazione di Soriano non è mai rimasta scoperta ma a giugno di quest’anno la gestione, col passaggio ad Azienda Zero, abbiamo registrato ben 28 turni scoperti, qualcuno dei quali anche a Serra San Bruno con ripercussioni molto pesanti per la cittadinanza per via della viabilità. Ho parlato con i vertici Asp ma nulla si è fatto e continua quindi ad esserci una interruzione di pubblico servizio, quindi, un reato penale”.

CARUSO: “A SORIANO MANCANO TRE MEDICI”

Il sindaco ha ricordato come un tempo, il Suem 118, nel territorio montano fosse un servizio che “funzionava bene non solo nella gestione dell’emergenza ma anche come servizio di prossimità. A Soriano c’erano 4 medici ma adesso uno ha problemi di salute, una ha ottenuto il trasferimento in Sicilia e un altro è in prepensionamento e quindi restano un infermiere e un autista per l’ambulanza. Come possono gestire una emergenza?”, ha domandato Caruso segnalando la penuria di medici per i trasferimenti in ambulanza dagli ospedali periferici a quello di Vibo o da quest’ultimo al nosocomio di Catanzaro e formulando una proposta: “Serve incentivare il personale economicamente. L’anno scorso a Soriano un medico ha fatto 300 ore in più per coprire i turni”, ha concluso evidenziando questo dato simbolo di una sofferenza ormai non più tollerabile.

BARILLARI: “APPLICARE LE PRESTAZIONI AGGUNTIVE”

Il collega di Serra, Alfredo Barillari, si è soffermato sullo spreco di risorse: “Siamo addirittura arrivati ad avere l’elisoccorso in volo per una costatazione di decesso”, ha detto, chiedendo poi che almeno 30 sanitari dei 60 previsti siano destinati alle Case della comunità; infine ha posto un quesito a Minniti: “Dateci una data su quando questo reclutamento avrà fine e ci si dica se le prestazioni aggiuntive si applicheranno”.

PIPERNO (SMI): “GRAVI PECCHE NELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE”

La delegata dello Smi, Alessia Piperno, medico del 118 è andata ancora più a fondo nella questione segnalando la presenza di “almeno due grossi problemi”. Il primo – ha detto – è legato alla formazione della Centrale operativa: “Ci sono delle situazioni troppo palesi per non capire che c’è una pecca nella formazione. Non si sa distinguere tra un codice giallo e un codice verde”, evidenziando poi la necessità stringente di “mantenere sempre una ambulanza “Jolly” alla quale ricorrere in situazione di emergenza”. Il secondo punto riguarda proprio gli operatori del 118: “Siamo in sofferenza e questa carenza di personale si sta riverberando sui servizi ai cittadini. Ci vogliono nuovi criteri per la suddivisione delle ambulanze non più in base alla popolazione ma ai tempi di percorrenza”.

ROMEO: “A VIBO MARINA CI VUOLE IL POLIAMBULATORIO”

E’ stata quindi la volta del sindaco di Vibo Enzo Romeo che ha parlato anch’egli di un “grosso problema su Vibo Valentia, trascurato per anni: l’assenza a Vibo Marina – che è il secondo centro più popoloso della provincia – di un poliambulatorio: “Ogni giorno – ha sostenuto – centinaia di persone si devono recare in città con inevitabili disagi”.

E sulla sesta Casa della comunità che avrebbe dovuto essere aperta proprio nel borgo costiero ha evidenziato quanto riferitogli dall’Asp: “Mi è stato detto che i fondi dovevano essere utilizzati per la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico, ma ho avuto l’impegno che una parte di quei fondi possano essere utilizzati proprio per il poliambulatorio. Era stato fatto un bando ma è andato deserto. Spero che ne venga fatto uno per utilizzare questo servizio in strutture private”. Poi una stoccata alla Regione: “Ho la sensazione che ci sia una strategia per far sì che si rafforzino sempre di più le tre province più grandi e si indebolisca la capacità organizzativa delle due più piccole”.

MINNITI (AZIENDA ZERO): “IN CALABRIA PIù AMBULANZE CHE IN ALTRE REGIONI”

Esaurita la serie degli interventi sul tema, è stata quindi la volta di quello, molto atteso, di Minniti che subito ha messo le cose in chiaro: “La provincia di Vibo non è figlia di un dio minore”, per poi specificare che in Calabria “abbiamo più ambulanze di quelle previste (una ogni 40mila abitanti); il problema è che le risorse non sono infinite se mettiamo più ambulanze mettiamo sul territorio maggiore sarà la richiesta di intervento impropria”.

“CIRCA L’80% DELLE CHIAMATE AL 118 RISULTA IMPROPRIA”

In tutto questo il cittadino, a causa della carenza delle cure primarie “si ritrova a bussare al Ponto soccorso oppure al telefono del 118 dove troverà sempre una risposta h24”, ma qui ecco la stoccata; “Constatiamo, dati alla mano, che l’80% delle chiamate al 118 sono improprie perché codice verde, addirittura c’è chi chiama per una febbre o un cambio di catetere. E allora, bisogna intanto chiarire che tutto quello che non è codice rosso o giallo, non è di competenza del 118 e quando avviene il contrario si toglie una ambulanza dal territorio che è impossibilitata ad intervenire in caso di vera emergenza”. E lo stesso vale per i pronto soccorso: “Anche qui, il 70-80% degli accessi sono impropri”.

MINNITI: “TEMPI DI INTERVENTO del 118 SCESI A 24 MINUTI”

Tuttavia, anche se si incrementasse il numero delle ambulanze il problema, secondo Minniti, non verrebbe risolto perché “aumenterebbero di pari passo le chiamate improprie, fermo restando che attualmente non ci sono medici”. Ad ogni modo, nonostante le difficoltà, ad oggi i tempi di intervento medi in Calabria “sono di 24 minuti e per ridurli ulteriormente a 20 stiamo pensando di esternalizzare il servizio per il trasporto secondario tra gli ospedali di Serra e Vibo e Tropea e Vibo”.
Quindi, un passaggio al volo su Soriano: “Non credo che i medici stiano fuggendo. Semplicemente uno è prepensionato, l’altro sta male e la terza ha vinto un posto in Sicilia”, ha detto senza tuttavia specificare una soluzione quanto meno tampone ma ammettendo che i medici in linea generale “stanno scappando dal 118, noi possiamo renderlo attrattivo ma non possiamo dare incentivi perché la normativa lo vieta”.

“MANCATA FORMAZIONE? VERO, MA LA COLPA è DI CHI DOVEVA FARLA E NON L’HA FATTA”

Sulla mancata formazione, il Ds di Azienda Zero si è detto d’accordo con quanto asserito dalla Piperno salvo poi precisare che “chi doveva farla non ha assolto al suo compiuto e adesso che ha lasciato il servizio va sbandierando il problema”.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA