I lavori che riguardano la trasversale delle Serre
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Dopo 60 anni di attese apre il primo lotto della Trasversale delle Serre. L’opera strategica collega Tirreno e Ionio, riducendo l’isolamento delle aree interne vibonesi e catanzarese. Il taglio del nastro con il ministro Matteo Salvini
VIBO VALENTIA – Spezzare un isolamento geografico, sociale ed economico che ha compromesso il cammino di sviluppo di un territorio che vanta mille potenzialità senza però riuscire ad esprimerle concretamente.
La “Trasversale delle Serre” nasce da quest’idea, datata 1966 e plasmata dall’allora Comitato regionale per la programmazione economica, di collegare la costa jonica con quella tirrenica passando per le Serre vibonesi. Circa 56 km di tracciato che dovrebbero mettere in comunicazione il versante catanzarese con quello vibonese abbattendo tempi di percorrenza e limiti spaziali. Più precisamente, come spiega Anas, “l’itinerario ha inizio dall’autostrada A2, nei pressi di Vibo Valentia, e termina sulla costa jonica a Soverato”.
TRASVERSALE DELLE SERRE, L’IDEA NASCE NEL 1966
I 60 anni trascorsi dal momento di partenza ad oggi lasciano solo in parte immaginare i troppi intoppi che hanno condizionato la realizzazione di un’opera ritenuta fondamentale, il cui primo appalto risale al 1983.
Una storia tortuosa fatta prima di silenzi e rinvii, poi di proteste e polemiche: su questa infrastruttura si è dibattuto per anni, specie nei periodi elettorali, finché qualcosa non si è mosso. E poi ci sono state le difficoltà tecniche e quelle legate agli espropri, le difficoltà finanziarie di alcune ditte e le intimidazioni della ‘ndrangheta.
UNA STORIA DI RINVII, SILENZI, PROTESTE E POLEMICHE
Ma andiamo per ordine. I primi tre chilometri – sganciati dal resto del percorso – che videro la luce furono quelli tra Vallelonga e Vazzano. Poi toccò all’ammodernamento del tratto da Vallelonga a Cimbello, compreso nell’itinerario della ex strada statale 110 di Monte Cucco e Monte Pecoraro, terminato nel corso degli anni novanta. Questo tratto comunque stralciato dall’itinerario nel 2016. Risale al 2005 la realizzazione di un progetto definitivo di costruzione della nuova Trasversale. I tratti precedentemente realizzati e in esercizio furono provvisoriamente classificati come nuova strada Anas 301 Trasversale delle Serre con la nuova sede stradale al posto della ex strada statale 110 di Monte Cucco e Monte Pecoraro tra Cimbello e Simbario e di un’asta di collegamento per Serra San Bruno.
TRASVERSALE DELLE SERRE, LE TAPPE DI UN PROGETTO LUNGO 60 ANNI
Inizia da qui una fase con risultati più cadenzati: nel 2006 viene aperto al traffico il tratto che conduce da Chiaravalle Centrale ad Arguato; 5 anni più tardi viene inaugurato il tratto compreso tra Cimbello e Simbario unitamente al collegamento da Simbario a Serra San Bruno, classificato invece come SS 713 dir. Passa un altro anno ed ecco che vede la luce il tracciato di Monte Cucco. Aperta anche la parte compresa tra gli svincoli di Simbario e Cardinale. Nel 2016 tocca al tratto tra Argusto e Gagliato ed a quello tra Cardinale e Chiaravalle Centrale.
IL COMITATO TRASVERSALE DELLE SERRE – 50 ANNI DI SVILUPPO NEGATO
Prende forma il Comitato “Trasversale delle Serre – 50 anni di sviluppo negato” che, con una serie di iniziative e la costante presenza sulla stampa, gioca un ruolo d’impulso ed in qualche modo di controllo. Le comunità locali prendono sempre più coscienza del bisogno di avere infrastrutture sicure e moderne e i fatti sembrano finalmente arrivare con il completamento dei 5 tronchi che non è più un miraggio.
INAUGURAZIONE E APERTURA PRIMO LOTTO
Con l’inaugurazione e l’apertura al traffico del primo lotto della “Trasversale delle Serre”, denominato “Superamento del colle Scornari”, in programma oggi, martedì 5 maggio 2026, e alla presenza del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini arriva infatti un segnale reale con “l’avvicinamento” dei territori. Soprattutto le aree interne potranno giovarsi di una strada che rappresenta apertura mentale e commerciale, che favorisce gli scambi sociali, che agevola il turismo, che facilita i trasporti e gli spostamenti. Coste e montagne sono più “vicine”, l’esperienza da vivere per chi giunge in questa parte di Calabria è più completa. Soprattutto i residenti si sentono più coinvolti nelle dinamiche regionali e nei processi di crescita da cui spesso sono stati tagliati fuori.
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