X
<
>

La statua della Madonna in reggiseno

Share
2 minuti per la lettura

ACQUARO –  Sta suscitando veramente scalpore la “nuova tradizione” istituita dal parroco di Acquaro don Rosario Lamari che nel programma della Settimana Santa appena trascorsa, esattamente nel pomeriggio della vigilia di Pasqua, ha inserito la “Vestizione della Madonna per Pasqua con preghiere e canti”. Fin qua tutto ci potrebbe stare.

Il fatto che sta facendo però discutere i parrocchiani acquaresi ma anche tutti coloro che sono venuti a conoscenza attraverso filmati e fotografie apparse anche sul web è il modo “strano” in cui la vestizione è avvenuta. La Madonna da sempre ha simboleggiato la castità, la verginità, la purezza ma un dettaglio dell’operazione ha destato perplessità nei fedeli.

«È vero le tradizioni di un paese sono cose bellissime che devono essere preservate e mantenute – si legge in qualche commento sul web – ma metterne altre che non fanno parte della nostra tradizione penso sia azzardato, ma se lo vogliamo fare facciamolo con metodi adeguati e che abbiano un minimo di dignità e decoro».

Ed è proprio il concetto di dignità che viene messo in risalto poiché vedere una statua della Madonna in reggiseno è stato da molti visto come «un gesto azzardato e che manca di dignità e decoro in ogni senso».

È la prima volta infatti da quando è stata istituita l’Affrontata ad Acquaro (nel 1979) che la vestizione della statua della Madonna viene fatta pubblicamente, sicuramente proprio per evitare che “scene” del genere potessero essere viste da chiunque compresi bambini, tra l’altro in tanti hanno voluto assistere su invito del parroco che nel programma distribuito ai fedeli li ha esortati a partecipare.

“Chi può partecipi”.

Visti gli esiti appare forse opportuno fare una riflessione approfondita perché le tradizioni culturali e religiose non devono mai travalicare i limiti di ciò che può essere considerato accettabile. “Con rammarico dico di no a ciò – si legge ancora nei tanti commenti apparsi sul web – nessuna guerra o alzare polveroni verso chi con dedizione si dedica continuamente ad essere di aiuto … ma condanno chi ha deciso di fare ciò pubblicamente». E ancora «…. il primo pensiero che mi è venuto in mente …..una pubblicità di intimo…..confuso ancor più quando alcuni ragazzini facevano vedere la “madonna in reggiseno”».

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE