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Nuove scoperte dagli scavi nell’area delle Mura Greche di Vibo Valentia, portate alla luce le mura arcaiche di Hipponion.
VIBO VALENTIA – Nuove scoperte archeologiche fanno capolino dall’affascinante sito delle Mura Greche, interessato l’anno scorso da un progetto di scavo, denominato “ArcheoVibo”, promosso e finanziato dalla Soprintendenza archeologica Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia con il coinvolgimento scientifico del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina, sotto la direzione del docente di Archeologia classica Fabrizio Mollo.
I lavori di scavo e ricerca sono stati compiuti dagli studenti dell’ateneo siciliano Andrea Cordaro, Federico Cersosimo, Giulio Cambria Maisano e Roberta Morale con la guida dei docenti Valentina Casella e Giuseppe Lucarelli. La campagna ha portato alla scoperta di articolate sequenze murarie, fornendo nuovi dati cronologici e stratigrafici di grande rilevanza per potere ricostruire con maggiore precisione l’evoluzione urbanistica e difensiva della città magnogreca di Hipponion.
PRESENTAZIONE DEI RISULTATI
Ieri mattina, 28 maggio 2024 presso l’area archeologica, sono stati illustrati i risultati delle indagini alla presenza del soprintendente Abap Maria Mallemace, del direttore del museo archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia e responsabile del procedimento Michele Mazza, del docente Fabrizio Mollo, di tutti i membri del progetto e dell’assessore alla Cultura Stefano Soriano.
Soddisfatta la soprintendente Maria Mallemace: «Abbiamo trovato delle nuove informazioni e aperto lo scavo alla cittadinanza, che deve riappropriarsi dell’area e conoscerla – ha affermato – Abbiamo voluto fortemente che questa giornata di presentazione dei risultati degli scavi fosse all’interno delle Mura per restituire il fascino della scoperta a tutti coloro che vorranno venire a visitare questa meravigliosa cinta muraria, stuzzicando l’attenzione e la curiosità. È stato già sottoscritto un accordo con il museo archeologico nazionale di Vibo, quindi il sito diventerà fruibile. Pubblicheremo le date di apertura e ci sarà il personale che accompagnerà i visitatori a godere di queste scoperte».
Dati più tecnici e approfonditi sono stati, poi, forniti dal professore Mollo: «La campagna ha dato la possibilità di scoprire il muro di fortificazione della fase arcaica, già intravisto da Orsi, che è stato, così, indagato al livello stratigraficamente, dimostrando quanto è importante questo tipo di struttura in un contesto urbano, quello di Hipponion, tra i più rilevanti della Magna Grecia – ha spiegato – La parte che abbiamo scavato è databile alla fine del VI secolo a.C. ed è particolarmente interessante perché circuiti murari con questa tecnica, a doppio paramento e sacco di pietra interna, e questo livello di conservazione sono davvero unici».
VIBO MURA ARCAICHE, LA GRANDEZZA DI HIPPONION E LE PROSPETTIVE FUTURE
Una scoperta che testimonia la grandezza della città greca: «Straordinaria sub colonia di Locri, Hipponion diventa egemone nel Tirreno centrale, esercitando un ruolo di controllo in virtù della posizione e del porto che ne hanno fatto una città importantissima in tutte le epoche fino ai giorni nostri – ha aggiunto Mollo – C’è ancora tantissimo da scoprire, creando sinergia con i vari enti e dando un impulso ulteriore alla ricerca scientifica e di valorizzazione. La particolarità di questa struttura muraria è che sono più fasi di circuiti murari che si sovrappongono a dimostrazione della vitalità economica della città, che si difende dal VI fino agli inizi del II secolo a.C., utilizzando le mura».
Infine un richiamo da parte di Fabrizio Mollo alla portata culturale ed economica di tali siti: «Oggi la politica non può prescindere dall’appropriazione di quello che è il proprio passato, soprattutto quando è così importante – ha concluso – Hipponion è una città fondamentale e Vibo non può non identificarsi in toto con essa e con Valentia romana. Ha questa fortuna, perché non sfruttarla?».
IL PIANO DEL DIRETTORE MICHELE MAZZA
L’obiettivo del progetto secondo il direttore Michele Mazza è stato quello di «riprendere la studio della città e dei dati acquisiti negli anni di attività della Soprintendenza con uno sguardo più approfondito della storia di questa grande colonia – ha sottolineato – Abbiamo avviato una serie di progetti, riguardanti lo studio dei reperti, al museo di Vibo Valentia con dottorandi e ricercatori dell’Università di Messina. In previsione ci sono l’organizzazione di convegni per mostrare i risultati di queste prime ricerche e, sempre in collaborazione con la Soprintendenza, scavi archeologici e indagini geofisiche. Siamo partiti dalle Mura, poi pensiamo di spostarci nell’area sacra del Cofino e in quella romana di Sant’Aloe».
La volontà è, pertanto, quella di continuare a impegnasi nella scoperta di nuove testimonianze di epoca greco-romana: «Siamo aperti ad avviare progetti con altri istituti e figure – ha aggiunto Mazza – Abbiamo una convenzione con la Soprintendenza per quanto riguarda la fruizione dei siti, però ad oggi possiamo garantire l’apertura delle Mura e, speriamo, del Cofino, mettendo a disposizione personale del museo su prenotazione e ad orari fissi. Per il resto delle aree archeologiche sarà competenza della Soprintendenza curare l’apertura».
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