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La cattedrale di Mileto durante una cerimonia in passato

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MILETO – «Speravo di non tediarvi ancora con un’altra Notificazione (LEGGI DELLA PRIMA), ma la sollecitazione di alcuni di voi e la necessità di dare indicazioni uniformi sui comportamenti da tenere in questa nuova fase della pandemia e nella prossima estate, mi ha convinto a scrivervi ancora, soprattutto dopo il Protocollo ultimo tra la CEI ed il Governo “per la ripresa delle celebrazioni con il popolo”».


Il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, ha deciso di pronunciarsi in modo netto, quindi, con tutti i propri sacerdoti per sgomberare il campo da possibili dubbi o interpretazioni “estensive” delle possibilità concesse in tempi di emergenza coronavirus.

Per cominciare, «non essendoci state nel frattempo indicazioni applicative nuove da parte della Segreteria della CEI», il pastore della diocesi invita i sacerdoti «come del resto state facendo, ad attenervi strettamente alle prescrizioni del Protocollo sulle prossime celebrazioni liturgiche in chiesa con la partecipazione dei fedeli a partire dal 18 maggio prossimo, sia pure in numero circoscritto all’ampiezza e alle possibilità della chiesa parrocchiale».

Inoltre, «se dovessero esserci richieste più numerose del consentito – precisa ancora il vescovo Renzo – come è prevedibile, da parte dei fedeli, prevedete la celebrazione festiva di una seconda Messa. Anche per il controllo degli ingressi in chiesa e per la distribuzione della Comunione non allontanatevi dal prescritto».

Ma, una volta accordato ciò, il presule passa alle decisioni più sostanziose: «Intanto – scrive – è chiaro che tutte le celebrazioni e gli incontri diocesani sono per ora soppressi, ivi compreso naturalmente il Corpus Domini diocesano previsto a Mileto per l’11 giugno».

Per quanto riguarda poi «le feste religiose, dopo aver consultato privatamente la CEI ed in ottemperanza alle norme di sicurezza generali, sono sospese per tutta l’estate e a tempo indeterminato, cosi come le Prime Comunioni e le Cresime (LEGGI DELLA PRIMA DECISIONE), nella speranza che tutto ritorni sereno in un prossimo futuro».

Non manca anche un vero e proprio richiamo ai sacerdoti da parte del vescovo che ha evidenziato che «mi è venuto all’orecchio che qualcuno, di propria iniziativa e senza autorizzazione, ha portato in processione su camioncino per le strade del paese la statua del Santo Patrono pur senza popolo».

Se la decisione voleva essere un modo per rispettare la devozione dei cittadini allora, per il vescovo, è stata un fallimento: «Lasciatemelo dire: è una vera pagliacciata inutile – ha scritto Renzo – offensiva del valore della pietà popolare e del senso della processione. Questa deve essere una pubblica manifestazione di fede vissuta nella preghiera, non una passerella della statua come se fosse un feticcio da riverire. Spero che prevalga sempre il buon senso pastorale, non l’istintività, che non è mai educativa».

Infine, «per quanto riguarda la distribuzione dei sussidi per l’emergenza covid (LEGGI), vi chiedo di essere collaborativi evitando certi pettegolezzi anche via social, che non aiutano nessuno e creano solo confusione. Tutti siamo impegnati per un servizio ottimale. Se avete idee migliori, fatele presenti».

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