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Bruno Iannò

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VIBO VALENTIA – Passo dopo passo, e non senza qualche incidente di percorso, il reparto di ortopedia dell’ospedale Jazzolino, dove la degenza è chiusa da tempo (funziona solo l’ambulatorio antimeridiano), continua il percorso verso il tanto auspicato rilancio.

L’Azienda sanitaria ha proceduto alla nomina di una unità medica. Si tratta di Bruno Iannò, lametino di 57 anni, proveniente dal Materdomini di Catanzaro, la cui presa di servizio è prevista per i primi di novembre. Si va ad aggiungere a Franco Curatolo e Maria Grazia Grillo, gli unici due colleghi rimasti in servizio. Come vedremo, quasi certamente il nuovo arrivato sarà chiamato a succedere allo storico primario Michele Soriano, andato in pensione a gennaio 2017.

Iannò figurava tra i vincitori del concorso bandito a suo tempo dall’Asp, poi inopinatamente annullato ai primi di luglio scorso per via da alcuni errori procedurali commessi dalla commissione di valutazione. In sostanza ci si accorse di una discrepanza tra quello che prevedeva il bando, in tema di assegnazione dei punteggi, e quello che aveva fatto la commissione.

Iannò era risultato secondo in graduatoria, preceduto dal reggino Giuseppe Calabrò e seguito da Valentino Rombolà, vibonese proveniente dal Piemonte. La commissione, nuovamente riunitasi, basandosi sui curricula dei candidati, ha classificato al primo posto Iannò, al quale pertanto è andata la nomina deliberata l’altro ieri dal commissario straordinario Giuseppe Giuliano.

Iannò ha assunto oggi servizio. Arriva, si diceva, come medico “ad altissima specializzazione”, cosa che lascia prevedere che sarà chiamato fin da subito a coordinare l’attività del reparto. Comunque, sulla base del curriculum presentato è possibile ipotizzare (nell’ambiente viene dato per certo) che nel giro di poco tempo gli venga attribuita la nomina di primario facente funzione, in attesa di un nuovo concorso, indispensabile per un incarico del genere.

L’arrivo del successore di Soriano è indubbiamente un primo, importante, tassello verso il rilancio di ortopedia, è la conferma che l’attuale dirigenza guidata dal commissario Giuliano punta esplicitamente alla riapertura completa, anche se graduale. Va detto però che poco Iannò potrà fare se non arriveranno altri medici, almeno quattro. Ad Ortopedia, giova ripeterlo, la degenza è chiusa da tempo proprio per la grave carenza di sanitari (con l’emergenza il reparto è utilizzato per il percorso Covid). E’ quindi del tutto evidente che con un primario e due soli medici è praticamente impossibile riaprire le degenze. Tutto però lascia sperare che i tempi bui siano ormai alle spalle. Il rilancio di Ortopedia si va ad aggiungere al ritorno nello Jazzolino del reparto di Urologia.

A questo punto di quelli esistenti prima del famigerato piano di rientro (che li ha soppressi) mancano all’appello soltanto i reparti di Otorino e Nefrologia. E’ però ipotizzabile (con buone probabilità di fare centro) che possano essere anch’essi ripristinati, lo suggerisce la prospettiva del nuovo ospedale. Se lo augurano soprattutto gli utenti i quali attualmente, e da parecchio tempo, sono costretti, relativamente a Ortopedia e Otorino, a rivolgersi a qualche struttura esterna, o addirittura ad “emigrare” fuori provincia, anche per interventi di modesta importanza.

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