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AVELLINO- “In Campania non succederà quanto successo a Bergamo e Brescia, il modello Corea è assolutamente inattuabile nella nostra situazione e, piuttosto che cercare strutture fatiscenti per l’emergenza, si pensi a lavorare su quanto abbiamo. E, soprattutto, a collaborare”.
Il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, boccia in toto tutte le proposte lanciate dal sindaco di Avellino, Gianluca Festa, per contrastare la diffusione del covid19 nella provincia irpinia.
Il Governatore, pur non nominando mai direttamente il nome del sindaco avellinese, nel corso del punto della situazione sull’emergenza, a più riprese ribatte alle veementi proteste di Festa. “Qualcuno ha evocato il modello Corea, balle-dice con determinazione De Luca-Lì sono stati somministrati 300mila tamponi su una popolazione di 50 milioni: il contenimento, però, non è avvenuto grazie allo screening affidato a strutture private, ma con un controllo capillare sui cittadini. I coreani sono stati controllati uno ad uno tramite sistemi informatici”. Quindi l’accusa di “comportamenti patetici, soprattutto sui territori. Le critiche vanno bene, soprattutto se aiutano a risolvere i problemi, non quando danno spazio a sciacallaggi. In Corea il problema è stato determinato da un’associazione che si chiamava “La chiesa del tempio del Tabernacolo”, un gruppo parareligioso dal quale stiamo lontani”.
De Luca non esita ad etichettare Festa, sempre non nominando, come un “portasecce”, in riferimento all’allarme del collasso: “C’è chi vuole fare speculazioni politiche. Ma noi in Campania combattiamo contro due nemici: il virus e i “porta seccia”, soggetti dotati di poteri oscuri che hanno ereditato dal bisnonno- ironizza ancora il Governatore- E’ gente che sta male se le cose vanno bene. Ho spiegato perché ho alzato i toni con il Governo. Ecco, hanno detto: “De Luca ha detto che stiamo arrivando al collasso”. L’unico collasso è arrivato nel vostro cervello. Ho alzato la voce per governare il problema».
De Luca boccia anche l’ipotesi di riattivare strutture come l’ex Maffucci di Avellino: «con il demanio abbiamo fatto ricerca di tutti gli immobili. Ma secondo voi se tenevamo un ospedale bello e pronto non lo usavamo?”, rilanciando la necessità di utilizzare strutture private, già dotate anche di personale medico-saniario.
A bocciare l’ipotesi dell’utilizzo dell’ex Maffucci aveva già pensato ni mattinata il consigliere regionale delegato alla sanità Enrico Coscioni, in visita al Moscati: E’ già complicato attrezzare l’Unità Covid19 all’interno della Palazzina Alpi, nonostante questa sia attaccata ad un ospedale. Non possiamo inventare un’assistenza dedicata in ogni angolo di strada”.
Infine, tornando alle dichiarazioni di De Luca, il punto della situazione sulla condizione generale della Campania, il picco previsto dall’algoritmo per i primi di aprile, la “voce grossa” con il Governo per le forniture e le prime risposte ricevute con l’arrivo, nella giornata di lunedì, del primo carico di materiale, ma anche messaggi di fiducia ai cittadini, “pur non nascondendo mai la verità. A questo impegno io non derogo”.

Sullo sfondo il sindaco Festa, da part sua, delude quando si aspettavano una replica via web al Governatore, ma fa sapere di aver trascorso “l’ennesima giornata di lavoro inteso, calando il modello dei kit veloci di Avellino anche negli altri comuni irpini, grazie anche al tramite del Presidente della Provincia, Domenico Biancardi”. Il sindaco ha avuto un lungo confronto anche con i delegati Anci Campania, “a conferma che le iniziative che sto portando avanti sono le più efficaci per i territori”.

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