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AVELLINO- La sanità irpina è già in corto circuito. Tre settimane di emergenza e soluzioni tampone per gestire l’epidemia Covid-19. Pannicelli caldi ed un collasso che è solo rinviato, ma senza un piano sarà difficile da evitare. Nessuna rete tra medici di famiglia e Asl, Pronto Soccorso del Moscati preso d’assalto a causa del funzionamento ridotto di Ariano, dove i posti sono stati occupati in poche ore e di Sant’Angelo dei Lombardi. L’ultima soluzione tampone è quella adottata per il Moscati dalla dirigenza, che dopo un’altra serata di sospensione dei ricoveri, decisa dal direttore medico del presidio Vincenzo Castaldo, ha deciso di accettare di nuovo i ricoveri di pazienti Covid e sospetti di infezione. Tutto è legato all’ennesimo assalto che si è registrato al Pronto Soccorso del Moscati, dove già ci sono 119 ricoveri per pazienti con accertata e sospetta infezione da Coronavirus. Due sere fa era stata alzata di nuovo la bandiera bianca, così come era avvenuto qualche giorno prima. Nessun posto letto per i Covid- 19, ricoveri sospesi. “Si comunica che la disponibilità di posti letto per pazienti Covid-19 presso la nostra azienda è esaurita – ha comunicato ieri Castaldo attraverso una nota interna indirizzata al pronto soccorso e al reparto operativo del 118 – Pertanto, è urgente attivare la centrale operativa regionale per il trasferimento di eventuali pazienti Covid-19 presso altre strutture”. In poche ore sarebbe rientrato tutto. Ma come. A quanto pare la soluzione adottata è quella di allestire altri posti letto nella struttura della Città Ospedaliera prevedendone che nelle unità operative che assistono i pazienti Covid-19, (Pneumologia Medicina d’urgenza, Chirurgia vascolare, Chirurgia d’urgenza, Otorinolaringoiatria, Unita Fegato) ovvero, nelle camere di isolamento dove potevano essere allocati fino a ieri un solo paziente, quello che veniva messo in isolamento, quindi la disponibilità dei posti letto era dimezzata, un altro posto letto. Quindi due pazienti con accertata positività al Covid. Così con delle camere a due. Quella che però al momento appare solo una boccata d’ossigeno, che sembra destinata a durare poco, perché i ricoveri sono continui e anche queste ulteriori posti letto una volta esauriti faranno tornare una situazione di emergenza. I pazienti positivi hanno infatti una degenza media che varia tra le tre settimane e quindici giorni. Considerato che l’ospedale di Sant’Angelo e quello di Ariano Irpino non sono ancora a pieno regime e quello di Solofra è destinato a pazienti non Covid, la situazione rischia di peggiorare in breve tempo. Sempre in attesa che si definisca il percorso della Palazzina Alpi.

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