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Inizia l’incidente probatorio sui due cuori del piccolo Domenico Caliendo. Periti dovranno rispondere ai quesiti del giudice  su errori di trapianto, trasporto e presunti falsi in cartella.


BARI – Fare luce su quello che la famiglia definisce un muro di “silenzi e bugie” durato mesi. Inizierà ufficialmente oggi pomeriggio, 29 aprile 2026, presso il Policlinico di Bari, l’incidente probatorio per la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di soli due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. Il Gip di Napoli, Mariano Sorrentino, ha affidato a un collegio di tre esperti (Ugolino Levi, Ferdinando Luca Lorini e Biagio Solarino) il compito di rispondere a 12 quesiti tecnici fondamentali per accertare eventuali responsabilità mediche.

I 12 QUESITI DELL’INCIDENTE PROBATORIO: SOTTO LENTE LA CARDIECTOMIA SUL PICCOLO DOMENICO CALIENDO E IL TRASPORTO

I periti dovranno ricostruire minuto per minuto i fatti del 23 dicembre 2025. Al centro dell’analisi ci sono due momenti critici. A partire dall’espianto a Bolzano. Dovranno verificare le procedure di prelievo e trasporto dell’organo verso Napoli, analizzando la lesione che sarebbe stata riscontrata sul cuore donato. E dovranno valutare se la rimozione del cuore malato di Domenico (cardiectomia) sia stata eseguita correttamente e, soprattutto, se fosse stato opportuno effettuarla prima dell’arrivo fisico dell’organo da Bolzano. Il giudice ha chiesto esplicitamente di individuare «condotte alternative».

L’ESAME DEI CUORI: “CAMPIONAMENTI EFFETTUATI”

Gli accertamenti, inevitabilmente, si concentreranno anche sul cuore danneggiato durante il trasporto e poi trapiantato a Napoli, e sul cuore malandato del piccolo Domenico, per individuare eventuali alterazioni anatomiche riferibili a errori dei sanitari.

IL PERCORSO VERSO LA VERITÀ E LE DOGLIANZE DELLA FAMIGLIA

A distanza di quattro mesi dal trapianto e due dalla morte, ha detto l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori di Domenico, Alfonso Caliendo e Patrizia Marcolino, è iniziato “un percorso al quale tutti noi forniremo un contributo, un percorso che porterà luce sulla verità” dopo mesi e mesi “di silenzi e bugie”.

“Abbiamo proceduto a esaminare, campionare, e abbiamo iniziato una parte della discussione medico-legale molto preliminare”, ha detto dopo i primi accertamenti Luca Scognamiglio, consulente della famiglia Caliendo la quale, ha aggiunto il medico ha “numerose doglianze” da fare relativamente alla gestione post-trapianto. Di fondamentale importanza, per Scognamiglio, è sicuramente quale tipologia di lesione ci fosse sul cuore giunto da Bolzano e quale fosse lo stato di Domenico pre-trapianto, “un altro dato importante che contiamo emerga durante questi esami”, ha sottolineato.

L’INCHIESTA E LE IPOTESI DI REATO PER I MEDICI INDAGATI

Com’è noto l’inchiesta della Procura di Napoli, condotta dal pm Giuseppe Tittaferrante e coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, vede indagati per omicidio colposo in concorso, 7 medici, tra cui il cardiochirurgo Guido Oppido (che ha eseguito la cardiectomia e il trapianto a Napoli) e la collega Gabriella Farina (che invece si è occupata dell’espianto a Bolzano del cuore da impiantare nel petto del piccolo e del trasporto dell’organo a Napoli).

L’ACCUSA DI FALSO E I PROSSIMI PASSI GIUDIZIARI DOPO L’INCIDENTE PROBATORIO SUL CUORE DEL PICCOLO DOMENICO CALIENDO

Al dottor Oppido e alla sua vice, Emma Bergonzoni, gli inquirenti contestano anche il reato di falso, in relazione alla presunta modifica della cartella clinica. Il prossimo 8 maggio sono entrambi attesi, di nuovo, dinanzi al giudice con i rispettivi avvocati, per il secondo round dell’interrogatorio preventivo relativo alla richiesta di una misura di interdizione. L’incidente probatorio proseguirà il 10 giugno, sempre a Bari. “Sono stati fatti gli esami di apertura dei cuori, su entrambi i cuori. Il 10 giugno avremo i primi dati, poi saremo in grado di dirvi qualcosa di più. Adesso diremmo cose che non hanno fondamento scientifico” ha detto Vittorio Fineschi, consulente di Oppido.

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