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Napoli, un latitante di Ponticelli, legato al clan De Luca Bossa, è stato arrestato a Barcellona e condannato all’ergastolo per omicidio.
NAPOLI – Si chiude in territorio spagnolo la fuga di un latitante del quartiere Ponticelli, sfuggito alla giustizia italiana dallo scorso anno. L’uomo, inserito nelle dinamiche camorristiche della periferia orientale di Napoli, è stato catturato a Barcellona dalle autorità iberiche, che hanno agito in stretta collaborazione con la Polizia di Stato. Sull’indagato pendeva un Mandato di Arresto Europeo, emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. La cattura arriva in un momento cruciale: proprio ieri, 28 maggio 2026, infatti, l’uomo è stato condannato in primo grado alla pena dell’ergastolo. Le accuse mosse nei suoi confronti sono pesantissime: omicidio doloso e porto abusivo di armi da fuoco, reati entrambi aggravati dal metodo mafioso.
LATITANTE DI NAPOLI ARRESTATO A BARCELLONA: LA FUGA CON DOCUMENTI FALSI E L’OMICIDIO DEL 2018
L’uomo era ricercato dallo scorso mese di giugno, periodo in cui era riuscito a sottrarsi all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le indagini, condotte con caparbietà dalla Squadra Mobile di Napoli e coordinate dalla Dda partenopea, hanno permesso di ricostruire i suoi spostamenti fino in Spagna. Lì, a Barcellona, il latitante era riuscito a trovare rifugio e a muoversi liberamente sfruttando dei documenti d’identità falsificati. I fatti di sangue al centro del processo risalgono al 12 marzo 2018. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo, insieme ad altri due complici già precedentemente finiti in manette, avrebbe teso un agguato mortale alla vittima, esplodendo al suo indirizzo tre colpi d’arma da fuoco che non gli hanno lasciato scampo.
SULLO SFONDO LA FAIDA TRA I CLAN DE LUCA BOSSA E DE MICCO
L’omicidio non è stato un episodio isolato, ma si inserirebbe nel contesto della faida di camorra per il controllo del territorio di Ponticelli. Le risultanze investigative hanno infatti confermato che il delitto è maturato nell’ambito della feroce contrapposizione tra il clan De Luca Bossa, cartello al quale era legato il latitante appena catturato, e il clan De Micco, fazione a cui apparteneva invece la vittima dell’agguato.
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