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NAPOLI – Dati in chiaroscuro sul fronte Covid in Campania: nel bollettino di ieri cala l’incidenza nonostante il ridotto numero di tamponi domenicali, si allenta la pressione sugli ospedali ma per il secondo giorno consecutivo si contano 11 nuove vittime, di cui ben nove nelle ultime 48 ore e due risalenti ai giorni precedenti. I contagi censiti nel bollettino dell’Unità di crisi sono 192 su 10.248 test: l’incidenza è dell’1,87%, contro il 2,18 del giorno precedente. L’occupazione delle terapie intensive scende a quota 28 (-3), quella delle degenze a 351 (-18).

VACCINI: FARMACIE GIA’ VENTIMILA DOSI SOMMINISTRATE
“In pochi mesi la campagna vaccinale nelle farmacie ha dato ottimi risultati, con la somministrazione di quasi 20mila dosi. I cittadini hanno dimostrato di avere una grandissima fiducia in noi e questo ci ha consentito di convincere anche i più scettici sulla sicurezza dei vaccini, farmaci che sono la nostra prima e al momento unica arma contro il Covid». Lo afferma in una nota Riccardo Iorio, presidente di Federfarma Napoli, preannunciando che a breve alle 60 farmacie che attualmente somministrano vaccini sui territori dell’ASL Napoli 1 Centro si aggiungeranno quelle della Napoli 2 Nord e Napoli 3 Sud, portando il totale a 120 farmacie.

GREEN PASS
«La notizia che l’azienda provvederà a proprie spese ad un tampone ogni tre giorni per i non vaccinati, giunta solo ora e a mezzo stampa, dimostra, se vera, che la nostra azione li ha ricondotti – il senno di poi – ad aggiustare il tiro rispetto alla posizione iniziale». Così in una nota diffusa da Fim Cisl Napoli, Fiom Cgil Napoli e Uilm Uil Campania in merito alla vicenda del Green pass alla Protom, l’azienda partenopea di servizi tecnologici. «Quando ci sono giunte le richieste di chiarimento dai lavoratori Protom, circa le discriminanti lesive della privacy, disposizioni che intimavano la consegna di copia dei green pass personali ed il divieto di ingresso per i non vaccinati – precisano le tre sigle – consultate le RSA, abbiamo avuto conferma che l’Azienda non aveva convocato il comitato di emergenza Covid per informare e/o concordare con le stesse, né tantomeno le aveva in nessun modo preavvisate, procedendo di fatto unilateralmente».

«Le organizzazioni sindacali ed il governo – ricorda la nota – definirono il 14 marzo del 2020 un protocollo condiviso per evitare il dilagare della pandemia nelle aziende senza rallentare letalmente il sistema produttivo. Furono istituiti i comitati di emergenza che mettevano in sinergia le rappresentanze dei lavoratori con le funzioni aziendali preposte alla sicurezza per recepire dai DPCM i protocolli da utilizzare nelle aziende coniugando virtuosamente esigenze produttive e sicurezza sul posto di lavoro: il risultato è stato altamente positivo. Questo modo di operare sancito da quel protocollo del 14 marzo, in sinergia e collaborazione tra Azienda e sindacato è – e deve restare – un patrimonio da utilizzare nel prosieguo della lotta alla pandemia».

«Un’Azienda che sfugge scientemente al confronto sindacale tanto che, ad una richiesta di incontro inviata il 4 giugno, solo il 5 luglio ha risposto fissando un incontro al 29 luglio, poi dalla stessa disertato rinviando ad un’improbabile nuova data. Abbiamo pertanto formalizzato alla locale associazione degli industriali una richiesta di convocazione per l’azienda relativamente alle gravi inadempienze contrattuale – mancato pagamento degli aumenti e dei flexible benefits – oltre che all’arbitraria grave discriminazione e violazione della privacy rispetto ai lavoratori non vaccinati. Ancora non abbiamo risposta a quest’ulteriore richiesta d’incontro».

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