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Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, definisce inaccettabile il caso del bimbo trapiantato a Napoli con un cuore danneggiato e invia ispettori a Bolzano per verificare il rispetto dei protocolli.


ROMA – La politica nazionale interviene con forza sul dramma del bambino di due anni e 4 mesi che, presso l’ospedale Monaldi di Napoli, ha ricevuto il trapianto di un cuore risultato gravemente danneggiato. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un’intervista rilasciata a Repubblica, ha usato toni netti per definire l’accaduto e annunciare le contromisure del Governo. Il Ministro ha confermato l’attivazione immediata dei poteri ispettivi del dicastero. «Quanto è accaduto è inaccettabile e attendiamo di verificare le responsabilità», ha esordito Schillaci, annunciando che nei prossimi giorni gli ispettori ministeriali faranno tappa nelle due strutture coinvolte nella filiera: Bolzano, dove è avvenuto il prelievo dell’organo, e Napoli, dove è stato eseguito l’intervento. «Ho dato disposizione di inviare gli ispettori perché i controlli sulla sicurezza dei pazienti sono uno dei compiti prioritari del ministero. Ci troviamo di fronte a un caso particolarmente grave».

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DOPO IL CASO DEL BIMBO TRAPIANTATO CON UN CUORE DANNEGGIATO, SCHILLACI VUOLE ACCERTARE IL RISPETTO DEI PROTOCOLLI

Al centro delle verifiche c’è la tenuta del sistema dei trapianti italiano, regolato da norme che il Ministro definisce «estremamente stringenti e in continuo aggiornamento», con l’ultima revisione formalizzata appena lo scorso luglio in Conferenza Stato-Regioni. L’indagine ministeriale, condotta in stretta sinergia con il Centro Nazionale Trapianti, dovrà stabilire se vi siano state mancanze nelle fasi di prelievo, conservazione o trasporto. «Dobbiamo accertare – dice- se i protocolli siano stati rispettati o se c’è stata qualche mancanza in una o più fasi della donazione».

IL FATTORE RISCHIO NELLA MEDICINA

Nonostante il rigore dell’inchiesta, Schillaci ha voluto offrire una riflessione sulla complessità della materia. Pur ribadendo che la sicurezza è un impegno costante di Ministero e Regioni, ha ricordato che la chirurgia d’urgenza non è priva di incognite. «Purtroppo il rischio zero non esiste, in nessun ambito della medicina», ha aggiunto il Ministro. «I trapianti comportano procedure ad elevatissima complessità nelle quali, nonostante l’alta competenza dei professionisti, il rischio di insuccesso è da tenere in considerazione».

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