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Il festival “Sui sentieri degli dei” torna a riscrivere l’estate napoletana ad Agerola: musica, parole e meraviglia tra cielo e mare dal 13 luglio al 12 settembre.
AGEROLA (NAPOLI) – Tra musica e vertigine, tra parole che scavano e paesaggi che tolgono il fiato. Dal 13 luglio al 12 settembre 2026 torna ad Agerola il festival “Sui sentieri degli dei”. Il titolo scelto per la XV edizione, “Che bellezza!!!”, firmato da Paolo Logli, segna un’impronta precisa di questa stagione. La bellezza non viene raccontata, ma attraversata. E il festival, anno dopo anno, ha costruito proprio questo spazio sospeso in cui il tempo rallenta e la cultura torna a essere incontro, ascolto, presenza.
Ad Agerola, nel cuore sospeso tra la montagna e la Costiera Amalfitana, la cultura non è cornice ma sostanza. È qui che il festival, con la direzione artistica di Produzione Palco Reale, costruisce ogni anno un ecosistema di esperienze: musica d’autore, teatro, narrazione, incontri, sperimentazioni. Un programma che intreccia generazioni e sensibilità diverse, mantenendo una rotta precisa: la qualità dell’esperienza, con una bussola altrettanto chiara e necessaria, l’emozione come linguaggio comune.
La manifestazione, sostenuta dal Comune di Agerola insieme alla Regione Campania e alla Città Metropolitana di Napoli, si è ormai affermata come uno dei poli culturali più riconoscibili del panorama nazionale estivo. Un lavoro di sistema che coinvolge anche realtà come Palazzo Acampora e il Campus Principe di Napoli, trasformando il territorio in un palcoscenico diffuso.
Agerola, al via la XIV edizione del festival “Sui sentieri degli dei”
«Quindici edizioni sono motivo di orgoglio», afferma il sindaco Tommaso Naclerio, sottolineando come il festival sia diventato un sistema vivo di relazioni tra arte e comunità, capace di attrarre pubblico e artisti per oltre due mesi di programmazione, con più di sessanta eventi e centinaia di presenze artistiche.
Il programma
Il viaggio si apre nel segno della memoria e della libertà creativa con la Rino Gaetano Band, per poi virare verso la dimensione intima del recital con Alberto Fortis, accompagnato dal racconto di Gianmaurizio Foderaro. Da qui, il festival si muove come un respiro lungo, alternando intensità e leggerezza. Tra i nomi più attesi spiccano Carmen Consoli, con la sua scrittura musicale intensa e identitaria, e Gio Evan, che intreccia parola e performance in una dimensione visionaria. Torna anche la potenza degli Almamegretta. Per la prima volta approda ad Agerola la Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri, in uno dei luoghi simbolo del festival, il Parco della Colonia Montana.
La canzone d’autore trova nuove declinazioni con Niccolò Fabi e Francesca Michielin, mentre il dialogo tra musica e narrazione si rafforza con Massimo Di Cataldo e con la dimensione più teatrale di Michele Riondino insieme ai Revolving Bridge. Il festival si conferma laboratorio di contaminazioni: da Simone Cristicchi a Fabrizio Moro, passando per il teatro civile e popolare di Claudia Campagnola e le suggestioni narrative di Violante Placido.
Il concerto all’alba e nuove proposte del cantautorato italiano
Uno dei momenti più attesi resta l’Alba magica: il concerto all’alba di Amara sul Monte Tre Calli, quando la musica si fonde con la luce e il paesaggio diventa parte integrante della scena. Il festival guarda anche alla nuova scena cantautorale: Briga e Mirkoeilcane raccontano la città e le sue fragilità, mentre Maria Antonietta e Colombre portano un immaginario condiviso e contemporaneo, insieme a nuove voci come Angelica Bove e altri progetti emergenti. A impreziosire il cartellone, una serata speciale con Diodato, premiato con il Premio Speciale Festival Agerola, simbolo di un percorso artistico capace di unire intensità e riconoscibilità.
Il gran finale del festival “Sui sentieri degli dei”
Non mancano le incursioni nella letteratura e nel teatro: da Erri De Luca a L’Elena di Euripide con Mariano Rigillo, fino al nuovo Anfiteatro che si affaccia sulla Costiera Amalfitana come un balcone naturale sulla bellezza.
Tre luoghi simbolo – il Parco Colonia Montana, il Belvedere Punta Corona e l’Anfiteatro di via Carbonara – diventano così scenografie maturali, in cui ogni spettacolo è anche un incontro con il paesaggio. Ad Agerola, la cultura diventa così geografia emotiva. In un tempo che accelera senza sosta, il festival continua a scegliere la direzione opposta: quella dell’ascolto, della lentezza, della condivisione, ampliando lo sguardo e restituendo profondità all’esperienza.
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