X
<
>

3 minuti per la lettura

Napoli. Porta girevole accanto alla panchina del Napoli: non appena imbocca l’uscita un ex allenatore del Milan, si appropinqua un altro ex rossonero, anch’egli prima calciatore e poi tecnico, per la gioia del Presidente che preferisce essere amico dei tecnici più che loro datore di lavoro, stante le dichiarazioni di commiato da Ancelotti. E non attende , certo, qualche passo falso del neo allenatore Gattuso per rivolgergli la prima “frecciata”, tanto per essere chiaro, conciso e ficcante: all’affermazione del “topo”, come lo sbeffeggiavano i tifosi interisti, che avrebbe apposto la firma per raggiungere il 10 per cento di quanto compiuto in carriera dal trainer di Reggiolo, il patron ha risposto “ sbaglieresti il tuo approccio con questa piazza, sarebbero dolori se facessi questa percentuale di quanto svolto da Ancelotti a Napoli!” Ha poi, ADL taciuto per l’intera durata della conferenza, glissando le domande dei giornalisti che tentavano disperatamente di coinvolgerlo nella confusione che ha regnato in questo ultimo mese tra le fila dei partenopei. “ Vengo da una città di mare, conosco perfettamente il vernacolo, e pur essendo avvantaggiato per inserirmi da subito nel contesto, sono a conoscenza del rischio che corro, e cioè di poter anche annegare” E’ pur vero che ricordando l’atteggiamento battagliero che aveva in campo, non disdegnando mai il contatto fisico, a prescindere dall’avversario, la grinta e la determinazione non gli fanno temere esami impegnativi, ma soprattutto è un tecnico che sa rischiare e non si estranea dalla lotta, anche quando è proibitiva. Come dimenticare i due anni alla guida del Pisa, con la promozione in serie B, nel 2015, e l’anno successivo, causa una profonda crisi societaria, con stipendi non pagati, difficoltà per allenarsi, riuscì a convincere i calciatori a giocare e ad impegnarsi allo spasimo, non tralasciando di denunciare a chiare lettere le gravi inadempienze della società pisana verso giocatori e dipendenti con un lungo sfogo nel post partita di Frosinone: a dimostrazione di essere una persona schietta, che non si trincera dietro false ipocrisie, e di riuscire ad infondere quella carica che sembra abbiano perso i calciatori del Napoli. Ha confermato di aver chiacchierato, e non poco, con il suo maestro ( così lo definisce), di aver ricevuto dei consigli, di non spifferare quanto si sono detti, e di non aver ricevuto indicazioni negative sugli uomini della rosa, per cui ha in animo di riproporre l’undici base ( quale? ) per le prossime due gare, per poi affrontare il discorso su schemi e sue idee, nel periodo di sosta del torneo. Forse anche attendendo arrivi di atleti a lui graditi ( Suso e Kessie ) e per accogliere a braccia aperte il mai domo Zlatan Ibrahimovic, che sembra ormai ad un passo dalla firma contrattuale, grazie anche ai buoni rapporti di Raiola, procuratore dello svedese, con l’entourage azzurro, ADL e Giuntoli in testa. Si respira, comunque, un’aria strana a Napoli tifosa, con pareri contrastanti, tra chi rimpiange l’addio e chi è scettico sulle capacità di Ringhio, ma forse la nota positiva che circola nell’ambiente è quella riguardante alcuni calciatori che, nonostante i messaggi ricchi di ringraziamento rivolti ad Ancelotti, pare abbiano accettato di buon grado il nuovo arrivato, convinti di poter riprendere il percorso interrotto, grazie ai nuovi stimoli che Gattuso saprà fornire loro. Che sia il famoso “peperoncino” di cui i calabresi puro sangue sono grandi consumatori ?

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA