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Trent’anni fa, era il mese di giugno del 1995, in un garage di Via dell’Uguaglianza a Castrolibero, alle porte di Cosenza, nasceva il Quotidiano di Cosenza e provincia. Quella scelta, per quanto coraggiosa e azzardata sul piano economico, andava incontro alle esigenze di una parte della società calabrese, quella più desiderosa di fornirsi di uno strumento di lettura autenticamente indipendente e che era alla ricerca di una narrazione critica dei fatti in una regione complicata e difficile del Sud. Fino ad allora tanti territori del Sud erano conosciuti soprattutto per fatti criminali.

La nostra, allora, si rivelò un’idea vincente, supportata adeguatamente negli anni successivi attraverso un nuovo assetto societario; e la guida editoriale di un grande ed esperto giornalista come Ennio Simeone, permise al Quotidiano di essere presente prima in tutte le province calabresi e poi a partire dal 2002 anche in Basilicata. In anni in cui ancora milioni di italiani si recavano ogni mattina ad acquistare i giornali in edicola, riuscimmo a raggiungere risultati straordinari che durarono nel tempo.

“La preghiera dell’uomo laico” negli anni è andata sempre di più affievolendosi ma noi, anche tra mille difficoltà, abbiamo continuato a resistere e fare informazione libera e di qualità attraverso la guida di grandi professionisti che hanno saputo interpretare i cambiamenti della società, trasmettendo la loro esperienza a molti giovani giornalisti, diventati in questi trent’anni punto di riferimento nei rispettivi ambiti di interesse.

Per proseguire sulla strada dell’indipendenza e dell’autonomia e ogni qualvolta si è ritenuto necessario fare cambiamenti o caratterizzare la testata con la convinzione di allargare gli ambiti di diffusione – ricordiamo con particolare soddisfazione l’esperienza editoriale in Campania condivisa con un grande professionista come Gianni Festa – è stato fondamentale sperimentare e praticare nuovi percorsi, consapevoli che l’idea di un giornale, nelle sue varie declinazioni, ma fatto sempre con libertà e rigore, sarebbe stato premiato dal mercato.

Non sempre, però, ciò è avvenuto. A volte la visione non si trasforma in successo per motivi spesso anche esterni alla volontà aziendale, ma lascia segni importanti e nuove idee che sedimentano. In questi lunghi anni abbiamo lavorato per cercare nuovi scenari che potessero produrre una vera e proprio svolta. L’ultima, in ordine di tempo, risale al 2019 con la nascita de “L’Altravoce dell’Italia”, l’edizione identitaria del nostro giornale molto apprezzata soprattutto nel suo primo periodo di vita e poi fortemente penalizzata dalla pandemia, che ha impattato in maniera feroce sulla vendita dei giornali cartacei. Negli ultimi tempi, davanti a scenari spesso funerei che riguardano tutta la stampa italiana, anche quella più blasonata, ci siamo spesso interrogati su come indirizzare le nostre scelte future, chiedendoci innanzitutto a quale lettore parlare, chiedere la sua attenzione.

Ci siamo confrontati, abbiamo discusso a lungo, non trovando, però, riferimenti nell’informazione che a livello nazionale predilige ormai posizioni di parte, più simili al tifo da stadio con finte zuffe che offendono il lettore. E partendo da queste nostre considerazioni pensiamo che sia arrivato il momento di fare una scelta ancora più coraggiosa di quelle fatte finora e speriamo vincente: vogliamo fare un giornale nazionale attento ai diritti di tutti, che racconti i fatti sforzandosi di darne una lettura inedita e attrattiva, andando a colmare quel vuoto di conoscenza dei fatti reali, che tanti lettori avvertono. Un giornale laico, riformista, liberale che dovrà sottrarsi alle polarizzazioni pseudoideologiche ed esprimere una forte indipendenza intellettuale, in una parola l’Altravoce. Lo faremo con le nostre risorse, con progetti mirati in ambiti territoriali costruiti insieme a chi avrà voglia di unirsi a noi con l’entusiasmo che ci ha sempre contraddistinti.

La testata nazionale, che dialogherà con tutto il Paese senza più caratterizzazioni di stampo esclusivamente meridionalistico, si chiamerà “L’Altravoce” – Il Quotidiano – ed avrà sempre edizioni locali, sotto la declinazione comune de “L’Altravoce”, che riporteranno l’originale e ormai storica dicitura “Il Quotidiano” con l’aggiunta della specifica area di diffusione: Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro-Lamezia-Crotone, Basilicata, Puglia e Campania che potranno essere consultati anche sull’apposita e storica testata web. Un ritorno alle origini e un tuffo nel futuro. Uniremo la forza delle edizioni locali e il loro storico legame con i territori, con la novità di una edizione nazionale che ridarà, ne siamo certi, voglia di acquistare il giornale di carta o digitale ai lettori stanchi di troppa informazione stereotipata. Per fare tutto questo abbiamo convinto un grande giornalista e intellettuale come Alessandro Barbano a buttare il cuore oltre l’ostacolo e ad assumere il ruolo di Direttore Editoriale.

Alessandro Barbano, 63 anni, leccese di nascita, è stato tra l’altro direttore e vicedirettore del Messaggero, direttore del Mattino, condirettore del Corriere dello Sport-Stadio, vicedirettore del Nuovo Quotidiano di Puglia e direttore del Riformista. Ha insegnato teoria e tecnica del linguaggio giornalistico, organizzazione del lavoro redazionale, sociologia delle comunicazioni di massa, retorica, linguaggi e stili del giornalismo, giornalismo politico ed economico in varie università italiane. È autore di saggi dedicati a temi di carattere politico e sociale, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Bordin per l’informazione giudiziaria, assegnatogli dall’Unione delle Camere Penali.

Alessandro Barbano sarà affiancato da Massimo Razzi come direttore Responsabile, dal condirettore Stefano Regolini e dal vicedirettore Antonio Troise per l’edizione nazionale, da Roberto Marino per l’edizione Basilicata e Puglia, Rocco Valenti per l’edizione Calabria e da Gianni Festa per l’edizione Campania. Beppe Smorto continuerà a svolgere la sua preziosa consulenza editoriale con un’attenzione sempre maggiore verso lo sviluppo digitale. Una presenza sul web sempre più capillare oggi rappresenta un passaggio fondamentale per la nostra testata.
Il nuovo Direttore Editoriale curerà anche la terza edizione del Festival Euro Mediterraneo dell’Economia – Feuromed, punto di riferimento del relativo dibattito pubblico, che si terrà a Napoli dal 13 al 15 marzo prossimi.

Altri e prestigiosi eventi sono in cantiere per il prossimo futuro.
Nel ringraziare Alessandro Barbano per aver accettato la sfida, ringraziamo anche tutti i condirettori impegnati nelle varie edizioni e soprattutto il direttore responsabile Massimo Razzi, che con grande abnegazione sta svolgendo da quasi un anno un ruolo difficile e impegnativo. Siamo grati, inoltre, a tutti i giornalisti impegnati nella realizzazione del giornale e alla componente amministrativa e poligrafica, che insieme a noi continuano a credere in quel sogno nato quel giorno di giugno di trent’anni fa. Uno straordinario anniversario che quest’anno vogliamo ricordare come merita, insieme a chi, a vario titolo, ha contribuito a scrivere questa importante pagina di storia. L’augurio per questo importante traguardo, siamo sicuri, accompagnerà e darà forza e slancio anche al nuovo cammino intrapreso.

La qualità dell'informazione è un bene assoluto, che richiede impegno, dedizione, sacrificio. Il Quotidiano del Sud è il prodotto di questo tipo di lavoro corale che ci assorbe ogni giorno con il massimo di passione e di competenza possibili.
Abbiamo un bene prezioso che difendiamo ogni giorno e che ogni giorno voi potete verificare. Questo bene prezioso si chiama libertà. Abbiamo una bandiera che non intendiamo ammainare. Questa bandiera è quella di un Mezzogiorno mai supino che reclama i diritti calpestati ma conosce e adempie ai suoi doveri.  
Contiamo su di voi per preservare questa voce libera che vuole essere la bandiera del Mezzogiorno. Che è la bandiera dell’Italia riunita.
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