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Andrea Orcel

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I nodi dell’Affaire MPS: Andrea Orcel convocato dai pm in procura come persona informata sui fatti, sentito dai pm di Milano anche il manager di Mediobanca, Stefano Vincenzi


Il risiko bancario lascia Palazzo Mezzanotte dove ha sede la Borsa e si trasferisce al Palazzo di giustizia. Ieri la Procura di Milano ha interrogato l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, e Stefano Vincenzi, capo dell’ufficio legale di Mediobanca. Sono state convocate come persone informate sui fatti nell’ambito dell’indagine che riguarda la cessione del 15% di Mps messo sul mercato a novembre il Mef. Giorgetti era obbligato essendosi impegnato a scendere sotto il 20% della banca entro l’anno.

Ora infatti la quota è ridotta all’11%. Al centro dell’inchiesta ci sono Banco Bpm, Anima Caltagirone e Delfin sospettati di aver agito in concerto fra di loro per spartirsi la partecipazione offerta dallo Stato diventando così grandi azionisti di Mps e poi registi dell’Ops su Mediobanca. I magistrati vogliono capire se esisteva un accordo preventivo fra i quattro compratori che così hanno escluso altri acquirenti e hanno contenuto al 5% il rialzo delle azioni.

MPS, ORCEL SENTITO IN PROCURA, L’INDAGINE AVVIATA DOPO IL RICORSO DI UNICREDIT

L’indagine è stata avviata a seguito del ricorso di Unicredit in quanto escluso dal collocamento e da una querela presentata da Mediobanca. Nel mirino le principali operazioni finanziarie condotte negli ultimi anni. Tra queste gli acquisti effettuati dal gruppo Caltagirone e Delfin in Generali a partire dal 2019, nonché la progressiva dismissione della quota detenuta dallo Stato italiano in Mps, in conformità agli impegni assunti con l’Unione Europea in seguito al salvataggio pubblico della banca senese.

La Guardia di Finanza è stata incaricata di acquisire documenti presso Banca Akros, la merchant bank di Banco Bpm che ha curato il collocamento delle azioni di Mps. Il 18 giugno Il Fatto Quotidiano ha riferito che la vicenda ha assunto un ulteriore risvolto con la presentazione di un ricorso di Mediobanca, all’Antitrust europeo. Nel documento, Mediobanca solleva il dubbio che le manovre del Tesoro sulle azioni Mps possano rientrare nel campo degli aiuti di Stato, a causa delle modalità con cui è stata ridotta la partecipazione.

In particolare, l’esposto sostiene che la discesa dello Stato sotto la soglia del 20% nel capitale di Montepaschi, e quindi la sua privatizzazione, avrebbe dovuto avvenire attraverso «procedure di mercato», una condizione che, secondo Mediobanca, non sarebbe stata rispettata. Banca Akros ha fermamente respinto le contestazioni, ribadendo che il collocamento delle azioni di Mps è stato effettuato «in modo corretto e trasparente», e che sono stati rispettati scrupolosamente tutti gli obblighi normativi e le pratiche che regolano operazioni di questo tipo. Riguardo le ipotesi di un possibile concerto tra Delfin e Caltagirone, si ricorda che, già nel 2022, un esposto simile era stato presentato a Consob e alla Banca d’Italia, in relazione al rinnovo del consiglio di amministrazione di Generali. Tuttavia, le due autorità avevano respinto quella segnalazione, ritenendola priva di fondamento.

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