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I governatori di Campania e Puglia Vincenzo De Luca e Michele Emiliano

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Nonostante gli aut aut degli “olandesi emiliani” di casa nostra, l’Italia si salva se si salva il suo Mezzogiorno, non se si continuano a rapinare le risorse del bilancio pubblico nazionale e del Fondo di coesione europeo destinato al Sud per finanziare il privilegio assistenziale del Nord. Non è più consentito alla classe politica meridionale di non agire unita riducendosi a scendiletto del potere tosco-emiliano di sinistra e lombardo-veneto della destra pur di continuare a litigare tra di loro

Piovono dal cielo 209 miliardi. Non abbiamo mai avuto tanti soldi. Ogni partito fa la sua proposta. Ogni ministro. Anche quelli che aprono bocca senza mai pensare. Ogni sindaco. Ogni Presidente di Regione. Facciamo questo. Facciamo quello. Facciamo la rivoluzione digitale. Apriamo un negozio di pizze e fichi. Rifacciamo tutti gli ospedali del Sud e diamo più soldi alla sanità del Nord. E chi più ne ha più ne metta. La verità è che il Paese stava fallendo e rischia ancora di fallire per cause pandemiche sopravvenute e colpe sue che vengono da lontano. La verità è che l’Europa franco tedesca non disinteressatamente sta facendo di tutto per tenerci in vita perché ha paura della pesantezza del botto che potremmo fare e vuole finalmente provare a fare l’Europa. La verità è che la Cancelliera Merkel ha dovuto fare ragionare olandesi e austriaci mettendo mano al portafoglio in nome di un’idea europea solidaristica che chiede all’Italia di investire sul suo Mezzogiorno e risolvere il problema del riequilibrio territoriale senza sapere che nulla può (nemmeno lei) contro il muro di privilegi che “olandesi e austriaci di casa nostra” difendono alla morte.

La verità è che assistiamo sgomenti a una narrazione propagandistica di una valanga di soldi che sta rotolando sulle nostre teste fino al punto di schiacciarci. Fino al punto di spezzare il filo che ci consente di danzare sull’orlo del baratro senza caderci dentro. A tutti questi signori che fanno propaganda consigliamo la lettura meno amena ma decisamente più veritiera del noiosissimo ddl sull’assestamento di bilancio dove c’è scritto in italiano che abbiamo un saldo netto da finanziare con un tetto massimo di 390 miliardi. Ai quali vanno aggiunti i 250 miliardi di titoli in scadenza che vanno rinnovati e fanno salire a oltre 600 miliardi il monte titoli italiani da finanziare per fare fronte agli effetti della crisi che ha determinato un colpo da 51 miliardi di finanza pubblica tra minori entrate e maggiori spese. Tutta roba scritta, sia chiaro, in un disegno di legge governativo.

A fronte di tutto ciò in versione Mark Rutte in salsa emiliano-romagnolo dall’alto dei suoi successi elettorali e forte delle chiavi di comando della cassaforte della Sinistra Padronale, Bonaccini intima al sottosegretario Fraccaro della Presidenza del Consiglio di non permettersi di toccare l’impianto dei trasferimenti pubblici alle sanità regionali e, cosa giusta, che non si fa una legge di assestamento di bilancio senza passare dalla conferenza Stato-Regioni da lui presieduta. A un Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che mette sul tavolo in modo sacrosanto le ragioni non più eludibili di un riequilibrio dei trasferimenti che penalizza in modo abnorme il cittadino pugliese rispetto a quello emiliano-romagnolo, per non parlare del cittadino campano al confronto con quello lombardo, la risposta secca è: puoi dare qualcosa in più al Sud ma guai se tocchi l’impianto dei trasferimenti alla sanità. Che noi traduciamo: la sanità dei ricchi.

L’avvertimento è chiaro: puoi fare quello che vuoi ma guai se tocchi l’impianto del privilegio che nega i diritti di cittadinanza sanitaria, ma anche scolastica e ancora di più infrastrutturale, al Sud e li regala indebitamente al cubo al Nord con i soldi del Sud. Siccome il bravissimo Bonaccini non può non sapere che questo giochetto che vale 60 miliardi l’anno è incostituzionale perché è figlio di una legge sul federalismo fiscale (Calderoli, 2009) mai attuata perché non si sono fatti i fabbisogni standard, i livelli essenziali e perfino il fondo di perequazione e non può non sapere che la cassa europea ha il vincolo dell’obiettivo strategico del riequilibrio territoriale la situazione si fa davvero delicata e ricalca alla perfezione l’ottuso interessato egoismo che ha segnato il “frugale” comportamento di olandesi e austriaci intenti solo a scroccare quattrini.

Siccome in autunno la luna di miele finirà e anche se le tensioni sui mercati saranno ancora una volta attutite dagli acquisti della Bce sarà chiara a tutti la bomba sociale di milioni di disoccupati che rischia di esplodere nel 2021, le forze illuminate del Pd hanno il dovere di fare capire ai padroni della Sinistra Padronale che non si può continuare a scherzare con gli studi di fattibilità per l’alta velocità ferroviaria al Sud e i cantieri veri che tornano a riaprirsi al Nord. Deve essere il Nord illuminato a chiedere la fiscalità di vantaggio e la riunificazione infrastrutturale delle due Italie. Questo ci chiede l’Europa. Questo ci chiede la Bce. Questo serve all’Italia. Conte, Provenzano e Boccia hanno in mano la partita del futuro dell’Italia. Quando tutti torneremo con i piedi per terra, molto presto, si capirà che non si hanno i soldi per fare tutto e che, questa volta, l’Italia si salva se si salva il suo Mezzogiorno non se si continuano a rapinare le risorse del bilancio pubblico nazionale e del Fondo di coesione europeo destinato al Sud per finanziare il privilegio assistenziale del Nord. Questa operazione verità deve servire a riunire il Paese in casa e a costruire una credibilità nuova in Europa e nel mondo. Dipende solo da noi perché in questo caso il problema riguarda noi non l’Europa. Se la classe politica e dirigente del Mezzogiorno uscisse dal letargo almeno ventennale e chiedesse alla Corte Costituzionale italiana di intervenire farebbe un quarto del suo dovere. Se siamo ridotti così, però, è proprio perché questa classe politica non ha mai saputo agire unita preferendo ridursi a scendiletto del potere tosco-emiliano di sinistra e lombardo-veneto della destra pur di potere continuare a litigare al loro interno. Questo mercimonio al ribasso della dignità loro e nostra non è più consentito.

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