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Raffaele Fitto

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Fitto va allo scontro con De Luca e scrive ai sindaci «È la Regione inadempiente, non il Governo». La replica: «Dal ministro falsità e ingerenze»


Il 16 febbraio Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, aveva “imbarcato” un nutrito plotone di sindaci campani alla volta della Capitale. Per protestare contro il mancato sblocco dei fondi della politica di coesione relativi alla programmazione 2021-2027. Pur nella consapevolezza che avrebbe trovato Palazzo Chigi “vuoto”, dal momento che – come da agenda – la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Affari Europei, Raffaele Fitto, loro diretti interlocutori, erano in Calabria per la sottoscrizione dell’Accordo di coesione che “libera” le risorse assegnate alla Regione governata da Roberto Occhiuto.
Ieri Fitto ha preso carta e penna e spiegato ai sindaci – preoccupati anche di veder sfumare i finanziamenti necessari per portare a termine i progetti dei Comuni non completati entro la scadenza del 31 dicembre 2023 (programmazione 2014-2020) – che se i fondi destinati alla Campania sono ancora in cassaforte la responsabilità è del capitano alla guida della loro spedizione.

LA MISSIVA DI FITTO CONTRO DE LUCA

“L’erogazione delle risorse non poteva avvenire senza la previa acquisizione della lista completa degli interventi da finanziare”, ha affermato il ministro nel comunicato che accompagna la missiva. Sottolineando di aver inviato lo stesso 16 febbraio una nota alla Regione per sollecitare la trasmissione della documentazione. “La Regione era chiaramente inadempiente, e non il Governo – ha sostenuto quindi il ministro – Dunque, la Regione ha organizzato la manifestazione contro il Governo nella piena consapevolezza che gli stessi uffici regionali avevano omesso di inviare, a quella data, gli elementi documentali necessari a sbloccare le risorse per i Comuni.
Paradossalmente, – ha rimarcato – sarebbe stato più opportuno che i sindaci, quel giorno, si fossero riuniti a Napoli per sollecitare la Regione ad inviare al Governo la documentazione necessaria. Ciò forse avrebbe portato la Regione ad anticipare la trasmissione della lista degli interventi da finanziare, lista che invece è stata inviata solo ieri sera, consentendoci di iniziare l’istruttoria non prima di oggi”.

FONDO SVILUPPO E COESIONE, RISORSE “MAI MESSE IN DISCUSSIONE”

Fitto ha ricordato ai sindaci che la riforma della Politica di coesione messa in campo dal Governo ha riscritto le regole che governano l’assegnazione delle risorse. Questo per evitare il rischio di disimpegno dei fondi dovuta a una gestione inefficiente e a una spesa “lumaca”. Che ha come conseguenza il mancato sviluppo dei territori – soprattutto del Sud – cui sono destinate le risorse come contributo alla ripartenza. Finora dieci Regioni hanno già sottoscritto l’Accordo di coesione – con l’indicazione degli interventi cui sono destinate le risorse – sei lo faranno a breve. Soprattutto il ministro ha fatto il punto sullo stato dell’arte in Campania della spesa relativa ai tre cicli di programmazione precedenti che, sulla base dei dati della Ragioneria generale dello Stato, è inchiodata “al 50% delle risorse stanziate”, un dato – ha rilevato nella lettera – che scende addirittura al 24% se concentriamo l’attenzione sul più recente ciclo di programmazione 2014-2020”.
Il nuovo ciclo Fsc (Fondo sviluppo e coesione) assegna alla Campania 5,9 miliardi: l’imputazione delle risorse “non è mai stata messa in discussione”, ha affermato Fitto. Sostenendo che con il nuovo strumento dell’Accordo per la coesione si punta “a mettere al servizio del territorio e delle imprese in tempi celeri quelle risorse che in passato non sono state efficientemente impiegate”.
Fitto ha imputato alla Regione anche il ritardo nelle trasmissione della documentazione – progetti e fabbisogni – legata agli interventi legati alla precedente programmazione non conclusi entro fine anno. Per cui, ha affermato, nel decreto Sud “il Governo ha indicato come prioritaria la copertura finanziaria, mettendo a disposizione le risorse nazionali del fondo di rotazione da declinare nell’ambito degli Accordi per la coesione”.

LA DOCUMENTAZIONE TRASMESSA DOPO LA PROTESTA DEI SINDACI

La documentazione è stata trasmessa giovedì, ha sostenuto. “Ciò significa che i vertici istituzionali della Regione hanno animato la manifestazione dello scorso 16 febbraio contro il Governo, agitando strumentalmente il tema del mancato finanziamento degli interventi dei Comuni da completare, nella piena consapevolezza del fatto che gli stessi uffici regionali avevano, a quella data, omesso di inviare gli elementi documentali necessari per finalizzare l’istruttoria”.
Nella lista compilata dagli uffici di via Santa Lucia (sede della Regione a Napoli) compaiono 367 interventi da completare in 242 Comuni. Ma – e qui lo scontro istituzionale sale di livello – per “consentire una più accurata verifica della lista degli interventi da completare inviata dalla Regione”, il ministro ha chiesto direttamente a tutti i sindaci campani di inviare via Pec i dati identificativi e finanziari dei progetti non completati, onde evitare che eventuali “inesattezze” pregiudichino istruttoria e assegnazione.

LA REPLICA DI DE LUCA ALLA LETTERA DI FITTO: “TOTALMENTE FALSA, OFFENSIVA E DIFFAMATORIA”

La replica, affidata a una nota delle Autorità di Gestione della Regione Campania, non si è fatta attendere. La lettera del ministro vine bollata come “totalmente falsa, offensiva e gravemente diffamatoria”. In quanto “contrariamente a quanto dichiarato dal ministro, le Autorità di Gestione della Regione Campania hanno comunicato progetti e risorse necessarie sin dal 27 giugno 2023 e il presidente della Regione ha più volte, da mesi, segnalato l’esigenza di assegnazione urgente delle risorse, sollecitando la firma dell’Accordo anche per non bloccare i cantieri degli interventi in corso”. Quanto all’invito ai sindaci a comunicare direttamente i dati relativi agli interventi, viene considerata dalla Regione una “indebita ingerenza nelle competenze delle Autorità di gestione”. Nonché “un inutile aggravio del procedimento, tenuto conto che tutti i dati, previamente verificati in apposita istruttoria, sono già in possesso del Dipartimento”.


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