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Il ministero dell’Interno ha accolto la richiesta della Cgil ed ha prorogato al 5 maggio il termine per richiedere il voto fuori sede per il Referendum
ROMA – A seguito della lettera inviata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, per sollecitare “l’urgente proroga del termine ultimo per richiedere il voto come fuori sede alle consultazioni referendarie dell’8 e 9 giugno, fissato per la prossima domenica 4 maggio, una giornata festiva”, il Viminale ha comunicato che i Comuni interessati possono acquisire le domande di ammissione al voto fuori sede che perverranno anche nella giornata di lunedì 5 maggio 2025, in considerazione della scadenza del termine in giorno festivo. Lo rende noto la Cgil.
In questo modo, quindi, sarà possibile richiedere l’autorizzazione al voto fuori fino al 5 maggio in modo da superare l’empasse derivante dalla scadenza ultima fissata in un giorno festivo che, tra l’altro, giunge a conclusione di un weekend lungo. Una circostanza che avrebbe potuto comportare il rischio che i potenziali elettori non facessero in tempo a rientrare nelle rispettive sedi per richiedere l’autorizzazione al voto anche lontano dalle proprie residenze.
CHI SONO GLI ELETTORI FUORI SEDE E COME POSSONO CHIEDERE DI VOTARE
Gli elettori fuori sede sono elettori che per motivi di studio, lavoro o cure mediche sono temporaneamente domiciliati, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento delle consultazioni referendarie, in un Comune situato in una Provincia diversa da quella in cui si trova il Comune nelle cui liste elettorali sono iscritti. Per i referendum del 2025 a questi elettori è permesso di esercitare ‘fuori sede’ il diritto di voto. L’esercizio del voto ‘fuori sede’ è effettuabile su domanda, da presentare al Comune di temporaneo domicilio almeno 35 giorni prima della data prevista per il voto (dunque entro il 4 maggio prima dell’intervento della proroga al 5), e può essere inoltrata: personalmente, tramite persona delegata o “mediante l’utilizzo di strumenti telematici”. La domanda di esercizio ‘fuori sede’ del diritto di voto referendario deve contenere:
- l’indirizzo completo del temporaneo domicilio;
- ove possibile, un recapito di posta elettronica;
- copia di un documento di riconoscimento in corso di validità;
- copia della tessera elettorale personale;
- la certificazione o altra documentazione attestante la condizione di elettore ‘fuori sede’ per motivi di studio, di lavoro, di cura.
QUALI SONO I CINQUE REFERENDUM PER CUI È POSSIBILE IL VOTO ANCHE FUORI SEDE
Come riporta il portale del Ministero dell’interno i quesiti referendari riguardano:
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