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Il presidente Usa Trump annuncia la stretta da giugno. Nel mirino anche l’Apple su cui minaccia di applicare sovrattasse “almeno del 25%” se non produrrà gli IPhone negli Stati Uniti
Donald Trump sferra una nuova bomba sul campo della guerra commerciale dichiarata al Vecchio Continente, un attacco a sorpresa – anche se all’imprevedibilità del tycoon dovremmo esserci abituati – che “terremota” le trattative in corso con la Ue e mette una pietra tombale sulla sospensione di 90 giorni (fino al 9 luglio) sull’applicazione dei dazi “reciproci”, fissati per l’Europa al 25%, che la tregua ha congelato al 10% (pur mantenendoli al 25% su acciaio, alluminio e componenti automobilistici). E che ora sono in rampa di lancio verso il 50%. Il decollo è fissato per il 1° giugno. Quanto sembrano lontana la foto che ritrae Giorgia Meloni tra J.D Vance e Ursula von der Leyen sorridenti a Palazzo Chigi…
TRUMP: «È DIFFICILE AVERE A CHE FARE CON LA UE»
Trump affida la minaccia di un’escalation tariffaria e le relative motivazioni a Truth, il suo social. «È molto difficile avere a che fare con l’Unione Europea, formata con l’obiettivo di approfittarsi degli Stati Uniti sul commercio. Le nostre discussioni con loro non stanno andando da nessuna parte». Il capo della Casa Bianca punta il dito contro le “potenti barriere commerciali” della Ue, “le imposte sull’Iva, le ridicole sanzioni alle imprese, le barriere commerciali non monetarie, le manipolazioni monetarie, le cause legali ingiuste e ingiustificate contro le aziende americane e altro ancora hanno portato a un deficit commerciale con gli Stati Uniti di oltre 250.000.000 di dollari all’anno, una cifra del tutto inaccettabile”.
LA MINACCIA DELLA NUOVA STANGATA
Tutte ragioni che lo portano a “raccomandare” la nuova stangata sui beni europei. Eccezion fatta per quelli a marchio Ue ma “costruiti o fabbricati negli Stati Uniti”. Non c’è solo l’Europa nel mirino, Trump brandisce la mannaia dei dazi anche contro l’Apple, su cui intende applicare sovrattasse “almeno del 25%” se non produrrà i suoi IPhone negli States.
Immediata la trasmissione della scossa tellurica alle Borse: quelle europee brucano 183 miliardi di euro in termini di capitalizzazione, avvio in netto calo per Wall Street, ed Apple segna un crollo del 2,26%.
LA REAZIONE DELLA UE
La Commissione europea incassa il colpo, si trincera dietro un “no comment”. «È molto presto per commentare questo sviluppo», dice il sottosegretario di Stato polacco al ministero dello Sviluppo Economico, Michał Baranowski, a nome della presidenza del Consiglio Ue, ma non si trattiene dal considerare che si tratta «dell’ennesimo capitolo di un periodo piuttosto dinamico, che qualcuno definirebbe sulle montagne russe» iniziato il 2 aprile con il “Liberation day” di Trump. “Non credo che ci sia nulla di definitivo”, afferma. “Keep calm and carry on” (mantieni la calma e vai avanti, ndr), è il consiglio che il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, dispensa ai Ventisette.
TRUMP: «L’UE NON SI STA COMPORTANDO BENE»
L’Europa punta a tenere in vita la trattativa per arrivare a un accordo, quello che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, vedeva alla portata giovedì, con il modello inglese – dazi al 10% – come possibile punto di caduta. Una telefonata tra il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic e l’omologo statunitense Jamieson Greer avrebbe dovuto fare il punto ieri. Ma l’appuntamento era stato fissato prima che Trump irrompesse sulla scena con un nuovo blitz. Il presidente Usa appare determinato, in serata, venerdì 23 maggio, esclude la possibilità di un’intesa. «L’Unione Europea vuole fare un accordo a tutti i costi, ma non si sta comportando bene», rincara. E rimarca: «Non sto cercando un accordo. Voglio dire, abbiamo stabilito l’accordo. È al 50%».
LA GERMANIA, DOBBIAMO ARRIVARE AD UN ACCORDO
«Le tariffe non aiutano nessuno, ma danneggiano solo le economie di entrambi i mercati», afferma il ministro degli affari esteri tedesco, Johann Wadephul. «Dobbiamo assolutamente arrivare a un accordo e impedire qualsiasi guerra commerciale. L’obiettivo è Dazi zero-Dazi zero, per un mutuo vantaggio», dice il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani. «Manteniamo la stessa linea: la de-escalation, ma siamo pronti a rispondere», scrive su X il ministro francese delegato per il Commercio estero, Laurent Saint-Martin.
COSA C’È DIETRO LA MOSSA DI TRUMP
Ma cosa c’è dietro questa nuova mossa di Trump? Solo i “i soldi, soldi, soldi” necessari a tener fede alla promessa di una nuova “Golden Age” fatta agli americani? Sicuramente le entrate dai prelievi alla frontiera servono alla Casa Bianca per coprire il programmato taglio delle tasse che rischia di allargare ancora di più il buco del bilancio americano.
LA GUERRA TRA MOSCA E KIEV
Ma oltre le motivazioni economiche, la presa di posizione del capo della Casa Bianca potrebbe letta come una prova di forza nelle relazioni geopolitiche, frutto della necessità di ribadire il suo ruolo di deus ex machina. Un ruolo messo in discussione dai fallimentari risultati inanellati finora: la guerra tra Mosca e Kiev è ancora lontana da una soluzione, quella che aveva garantito sarebbe arrivata a stretto giro dall’insediamento. Fallita la mediazione con il Cremlino condotta in prima persona: al termine del colloquio telefonico di oltre due ore con Vladimir Putin ha dovuto comunicare ai leader europei (von der Leyen, Starmer, Macron, Meloni, Merz, Stubb) che lo zar “non è pronto a chiudere la guerra”, ventilando poi un disimpegno Usa nei confronti di Kiev. Che gli europei, tra lo sconcerto, l’allarme e l’irritazione, hanno letto come un chiaro posizionamento del tycoon sul “fronte” russo.
IL VERTICE NATO
Un’altra partita che promette alta tensione è quella che si giocherà dal 24 al 26 giugno all’Aia, dove è in programma il vertice dei Paesi Nato. Trump punta ad alzare l’asticella delle spese per la difesa fino al 5% del Pil, un obiettivo irraggiungibile per molti Paesi europei che a stento potrebbero arrivare al 3,5% – l’Italia è faticosamente arrivata al 2% -. Insomma il capo della Casa Bianca rilancia per portare a casa un risultato. E prova ad azionare la leva dei dazi per portarne a casa almeno uno. Sempre che con ci ripensi.
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