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Eliana Frontini

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“Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza”: questo il vergognoso commento postato su Facebook di un’insegnante di Novara, Eliana Frontini, 51 anni, che si riferisce alla morte del povero carabiniere ucciso a Roma, Mario Cerciello Rega, da due viziati e strafatti ragazzi americani in vacanza. 

Possono bastare le sue scuse dopo che la polemica era già divampata? «Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto. Ho scritto una cavolata, non c‘è nulla dire – ha aggiunto – Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell’ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltrattata o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi… E ho scritto quell’enorme sciocchezza, senza nemmeno pensare alla vedova e a chi voleva bene al vice brigadiere, una sciocchezza che ho provato a correggere immediatamente con un altro post, ma ormai…».

«Voglio chiedere scusa a tutti.  In particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all’Arma dei carabinieri e all’Italia intera. Sono stata una stupida».

A parte il fatto che una frase del genere non si scrive così di botto, e se lo si fa si è davvero non solo stupidi ma “molto molto stupidi”, la domanda è: possono gli stupidi insegnare qualcosa al di fuori della stupidità ai nostri figli, giudicare le loro capacità di maturazione e di apprendimento? Io credo di no. Non è soltanto una questione di autorevolezza che – semmai prima ci sia mai stata – dal momento del vergognoso post su facebook non c’è più, e a ragione. È una questione di mancanza di intelligenza. Cara (si fa per dire) professoressa Eliana Frontini, le foto del carabiniere le abbiamo viste tutti e (a me sicuramente) il suo sguardo ci ha trasmesso entusiasmo e voglia di vivere, non certo «poca intelligenza» come sostiene lei; le sue foto invece, professoressa Eliana Frontini, le abbiamo cercate su Facebook, ma lei opportunamente ha cancellato tutto dal suo profilo.

Ne abbiamo trovata però una su un sito della città dove lei inopinatamente insegna e lì il suo sguardo ci è sembrato davvero profondo, diretto verso un nulla che chissà da quanto tempo affolla il suo cervello. Bene hanno fatto a sospenderla dall’insegnamento. Speriamo che la decisione sia confermata anche a settembre. Per la cronaca: la seconda versione fornita del “fattaccio” (non è stata lei a scrivere il post ma qualcun altro che ha usato il suo account e il suo pc) è davvero poco credibile. Ultima osservazione, che non c’entra con la prof ma con l’uccisione del carabiniere: apprezzo molto che le polemiche sull’americano bendato per cinque minuti in caserma siano cessate, non si doveva fare d’accordo (lo ha detto anche il premier), ma qui non si tratta del povero Stefano Cucchi pestato a morte. Una benda sugli occhi e delle manette ai polsi possono creare paura, disagio psicologico, è vero; ma lasciamo l’argomento agli avvocati difensori e concentriamoci sulle indagini e l’accertamento della verità, in una storia che ha troppi lati oscuri.

Eva.kant@quotidianodelsud.it


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