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Walter Tobagi

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C’è un uso disonesto dell’eufemismo. Ed è quando si fa opera di sorvolo più che di rimozione della nostra coscienza storica. I quarant’anni dall’uccisione del giornalista Walter Tobagi sono stati raccontati dentro la rassicurante formula del “caduto per la libertà contro l’odio e l’intolleranza”. Marco Gervasoni che è uno storico non se l’è bevuta – “Pensavo che a ucciderlo fossero stati dei terroristi comunisti, non odio e intolleranza” – e quel che è peggio, è sapere che cosa, questi stessi eufemisti, ne avrebbero fatto di un Tobagi vivo dato che era socialista. Come minimo un ladro.

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