Christine Lagarde

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Da oggi sappiamo che chi ha preso il posto di Draghi alla guida della Bce non è all’altezza perché i mestieri non si inventano e non si può parlare ai mercati senza conoscerli. Fa pagare un prezzo carissimo all’Italia e rischia di fare saltare il banco del mondo con un effetto domino di vendite gigantesche che possono trasformare una Pandemia in una crisi finanziaria globale


Pensavamo che era una politica e che non era un tecnico. Oggi ci siamo accorti che il nuovo presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, non è neppure una politica. È una che guarda solo al mercato in senso ristretto e non ha la visione della politica perché non valuta le conseguenze delle sue azioni, forse perché non ha neanche piena consapevolezza del suo ruolo. Doppia inadeguatezza, tecnica e politica, insomma. In piena Terza Grande Crisi Globale con una Pandemia Coronavirus di origine cinese che si vuol fare credere che ha steso solo l’Italia mentre sta stendendo l’intera Europa e mette alle corde il mondo, di tutto avevamo bisogno meno che del disastro Lagarde. Non solo non fa niente di quello che è obbligata a fare come massimo custode dell’euro, ma si permette di dire che non è qui per chiudere gli spread. Affonda così il titolo di Stato sovrano italiano, fa schizzare i rendimenti alle stelle (tanto paghiamo noi!) e fa crollare del 16,9% Piazza Affari perché abbatte la fiducia mondiale con poche, inavvedute parole. Riesce nel miracolo assoluto di aumentare le possibilità che la diffusione di Covid-19 generi una crisi dell’euro.

Siamo al tradimento del mandato e si scherza con il fuoco. Perché l’Italia non è la Grecia e si minano la credibilità dell’euro e la sua irreversibilità, costruite con l’intelligenza e il coraggio del più grande banchiere centrale del mondo degli ultimi trent’anni, Mario Draghi, predecessore della Lagarde alla guida della Bce. L’uomo che con sole tre parole (whatever it takes, sarà fatto tutto ciò che è necessario) salvò viceversa l’euro e l’eurozona, nell’estate del 2012, dicendo ai mercati che la festa era finita. Da oggi sappiamo, spiace dirlo, che chi ha preso il suo posto non è all’altezza perché i mestieri non si inventano e non si può parlare ai mercati senza conoscerli. La situazione è davvero tiratissima, evidentemente è chiaro a tutti non alla Lagarde. Si sta spaccando il mercato perché sono saltati tutti i meccanismi di mercato. Gli investitori sono a leva, anche le imprese americane sono tutte a leva, sono illiquidi perfino i Treasury americani. Mai come questa volta rischia di saltare il banco se la crisi del Coronavirus non dura poco.

C’è chi sostiene addirittura che è meglio chiudere il mondo per quindici giorni altrimenti abbiamo la crisi finanziaria e madame Lagarde che cosa fa? Incendia i mercati di cui dovrebbe spegnere il fuoco innescando un effetto domino gigantesco di vendite forzate. Non pretendiamo da lei la genialità di Draghi che fece la mossa politicamente giusta al momento giusto rispettando i trattati, ma oggi l’Europa e il mondo hanno bisogno di un nuovo whatever it takes fatto di un maxi-programma di investimenti che la Banca Centrale Europea (non altri) può alimentare mettendo i governi europei nelle condizioni di spendere per fare nuove strutture sanitarie e infrastrutture di sviluppo. Se vuole essere anche in linea con i trattati, la Bce compri almeno le obbligazioni della Banca Europea degli investimenti e finanzi così correttamente la spesa pubblica di cui si ha disperato bisogno. Di questo tipo di helicopter money, che è una distribuzione di liquidità mirata a fini di sviluppo, ha bisogno l’Europa oggi. Questo è il nuovo whatever it takes che la Bce deve dare ai mercati. Spetta a lei, madame Lagarde, proprio a lei. Non ad altri.

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