Christine Lagarde

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Un nuovo quantitative easing di dimensioni massicce, 750 miliardi di euro di titoli da acquistare per sconfiggere l’emergenza economica innescata dal coronavirus. Alla fine la Banca centrale europea – dopo una lunga conference call dei governatori in notturna – ha sfoderato quello che viene da più parti definito “bazooka” ed è andata al contrattacco di fronte al crollo delle Borse e alla fiammata degli spread che rischiava di rimettere in discussione le fondamenta dell’euro.

«Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie – ha scritto su Twitter la presidente della Bce Christine Lagarde –. Non ci sono limiti al nostro impegno sull’euro. Siamo determinati a usare il pieno potenziale dei nostri strumenti nell’ambito del nostro mandato». La stessa Christine Lagarde che non più tardi di una settimana fa dichiarava: «Non siamo qui per chiudere gli spread, ci sono altri strumenti e altri attori per gestire quelle questioni».

Ma in pochi giorni l’emergenza Covid-19 è dilagata nel Vecchio Continente e, più che la reazione stizzita del Quirinale, a determinare il dietrofront della Bce è stato l’aumento vertiginoso dei contagi in Francia, Spagna e Germania e il tracollo delle borse: ieri sera Parigi era la peggiore della giornata con un calo del 5,9%, seguita da Francoforte -5,5%, mentre Londra ha chiuso in ribasso del 3,9%.

Nella notte, quindi, l’annuncio della Bce dell’avvio di un nuovo programma di acquisto di titoli del settore pubblico e privato per contrastare i gravi rischi per il meccanismo di trasmissione della politica monetaria e le prospettive per l’area dell’euro rappresentate dall’epidemia. Un nuovo programma, il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), con una dotazione complessiva di 750 miliardi di euro.

Una mossa che ha già rincuorato, almeno in parte, i mercati. A Piazza Affari il Ftse Mib sale del 3,04% a 15.587 punti, mentre lo spread Btp-Bund sprofonda a 194 punti. In positivo viaggiano anche Francoforte (+0,19%) e Parigi (+2,37%), mentre Londra scambia in ribasso frazionale. Rimbalza anche il prezzo del greggio, con il Wti in rialzo del 13% a 23,6 dollari al barile e il Brent a 26,5 dollari.

Plaude il premier Conte: «L’Europa batte un colpo! Forte, sonoro, adeguato alla gravità dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando e dello shock economico che ne consegue. Bene la Bce». «Serve solidarietà finanziaria», le parole dell’omologo francese Macron.

«Con lo scudo da 750 miliardi di euro della Bce – ha commentato su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti – l’Europa difende le imprese e le famiglie. C’è tanta Italia in questa vittoria. Ora guardiamo con più speranza al futuro. Vinciamo la guerra al coronavirus e poi ripartiremo. Con un’Europa finalmente più unita e solidale».

Per Matteo Renzi «la Banca Centrale Europea ha finalmente preso la strada giusta. Un messaggio chiaro ai populisti: l’Europa non è il nostro problema, l’Europa è parte della soluzione. Ora affrontiamo l’emergenza sanitaria e quella industriale. Tutti insieme».

Scettico il segretario della Lega Matteo Salvini: «Se è questa la solidarietà europea, tutti gli italiani hanno capito cosa si fa a Bruxelles. La borsa italiana solo in questo mese ha bruciato 350 miliardi di risparmi. Se l’Europa è quella che quando serve agli altri si fa presto e bene e se serve all’Italia si può aspettare, finita l’emergenza virus penso che dovremo ridiscutere l’intera impalcatura europea e il senso di questa Unione».

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