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Nicola Lodi detto “Naomo” (per la sua ineguagliata capacità di imitare di imitare il personaggio di Panariello) è un caso padano da studio. Vicesindaco leghista nonché assessore alla sicurezza nella Ferrara del leghistissimo Alan Fabbri punta di diamante del salvinismo emiliano-romagnolo, Naomo vive nella strana condizione di ossimoro abitativo.

Da anni, sin da quando faceva il barbiere -con un reddito che evidentemente glielo consentiva- Naomo abita in un appartamento Acer, una casa popolare concessagli dal Comune di cui egli stesso è ora possente dirigente. Ma Naomo non se ne fa un cruccio. Tutt’altro. Poco tempo fa, pare si sia vantato del fatto di aver installato in casa un idromassaggio abusivo; e prima ancora, grazie a controlli periodici ufficiali, gli avevano scoperto una antenna parabolica e due climatizzatori non autorizzati. All’interno dell’appartamento risultarono inoltre effettuati diversi lavori sempre senza permesso. Egli stesso in un video parla di “casa del Comune modello Hollywood, Naomo è così”.

Così spiazzante, diciamo. Perché, ora, date le fortune politiche e i nuovi incarichi istituzionali, pare che il vicesindaco percepisca un reddito -diciamo- un tantino più elevato: Il Fatto Quotidiano parla di 4800 euro, cifra che, fosse vera, consentirebbe a Naomo di piantare in tinello non solo una Jacuzzi ma anche una palestra completa di tapis roulant, un bagno turco e una sauna con cure idropiniche annesse. Anzi, io ci vedrei anche un tendone lussuosamente arabescato in stile Gheddafi, con tanto di amazzoni padane a guardia dell’imperiosa solitudine. Ma Naomo è più modesto. Naomo si difende davanti ai detrattori affermando di aver portato delle semplici “migliorie” allo stabile.

I ferraresi sono incazzatissimi. Io non capisco l’accanimento. Anzi, secondo me il Comune dovrebbe ringraziarlo per aver illuminato quel sentore di grigio che avvolge, di solito, le case popolari. Invece, ecco gli strali di fuoco, la lapidazione, gli ingiusti appelli alle istituzioni. Qualcuno, esageratamente, invoca perfino Salvini che in campagna elettorale diceva: “ Chi occupa una casa ruba un diritto ad un’altra persona”. Oggi perfino l’argomento che aveva consentito a Naomo di fare il pieno di voti, ossia la politica dei “calci in culo” (parole sue) contro “neri, nomadi” e soprattutto “abusivi”, diventa bersaglio da parte dell’opposizione feroce. Che poi, diciamola tutta, non è solo l’opposizione. Qualche stronzo c’è pure nel suo partito, tipo i consiglieri Paolo Vezzani e Anna Ferraresi i quali, in disaccordo con il contesto leghista, hanno preferito dare definitivamente le dimissioni.

Eppure il buon Naomo non molla. Le sue ragioni e il suo ego sono talmente grandi che ci si potrebbe apparecchiare una veranda. Abusiva. Ma non vorrei dare troppi suggerimenti…

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