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Un render del Ponte sullo Stretto

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Ponte sullo Stretto, dall’inchiesta emerge il tentativo di avvicinamento e condizionamento su altri due giudici della Corte dei Conti. Ciucci: «La società è totalmente estranea alle indagini»


L’AVVOCATO Francesco Saccomanno, già sindaco di Rosarno e l’imprenditore reggino Vincenzo Virgiglio cercarono di intercettare altri due giudici della Corte dei Conti. È quanto emerge dall’indagine della Procura di Roma connessa all’ipotesi di corruzione sull’iter del Ponte sullo Stretto che chiama in causa anche l’ex presidente aggiunto della magistratura contabile, Tommaso Miele.

Lo scorso ottobre Virgiglio, secondo quanto gli inquirenti hanno desunto dalle intercettazioni, avrebbe messo al corrente Saccomanno di essere riuscito ad entrare in contatto con altri due esponenti «molto importanti» della Corte dei Conti, e quindi di poter contare sul loro appoggio «in aggiunta evidentemente a Tommaso Miele che si è già messo a disposizione», si legge negli atti. Virgiglio, infatti, avrebbe contato sulla loro partecipazione a un convegno sul progetto del Ponte dello scorso 30 ottobre, momento proficuo per avvicinarli e cercare il loro appoggio. L’avvicinamento di Miele, secondo la tesi della Procura, «rientra in un piano più ampio di manovre di condizionamento di alcuni giudici della Corte dei conti» al fine di «influenzare il controllo di legittimità».

L’avvicinamento non portò comunque a risultati perché, come noto, i giudici contabili bocciarono la “pratica” generando quell’effetto domino che ha portato a ripensare a tutto l’iter e indurre il governo ad approvare il dl Commissari passando attraverso una procedura più completa e trasparente.

PONTE SULLO STRETTO E CORTE DEI CONTI, LA RICHIESTA DI INTEGRAZIONI

Prima della cattiva notizia arrivata dalla Corte, tuttavia, uno dei passaggi fondamentali dell’iter approvativo dell’opera è stata la richiesta di integrazioni della documentazione da parte dei magistrati contabili. In quel frangente, sempre secondo l’ipotesi degli inquirenti, i due calabresi avrebbero avuto diverse comunicazioni contenenti informazioni arrivate da Miele e veicolate da Virgiglio a Saccomanno, il quale a sua volta avrebbe informato l’ad della Stretto di Messina Pietro Ciucci chiedendogli un incontro urgente «in quanto aveva una buona notizia» da riferire.

Ciucci, che non è indagato, ha respinto ieri con sicurezza ogni coinvolgimento: «La società è totalmente estranea alle indagini in corso e il Consigliere di amministrazione Saccomanno non ha alcuna delega né poteri di rappresentanza della società». E ha aggiunto: «Dall’avvocato Saccomanno non ho mai ricevuto comunicazioni o avuto interlocuzioni connesse all’oggetto dell’inchiesta. Peraltro, Saccomanno era membro designato dalla Regione Calabria e, al rinnovo del Cda avvenuto lo scorso 29 aprile, era stato sostituito».

«Massima fiducia nell’attività della magistratura. Con il tempo si chiarirà la totale estraneità del mio assisto alle contestazioni». Lo afferma l’avvocato Pier Paolo Dell’Anno, difensore di Miele. Mentre l’avvocato Giuseppe Belcastro, difensore di Virgiglio, annuncia ricorso al Riesame dopo il sequestro del cellulare e dei device eseguito dai carabinieri del Ros.

LA POSIZIONE DELL’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE E DI LIBERA

Pur non volendo commentare l’indagine in corso, del Ponte è tornato a parlare anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Giuseppe Busia che non ha mai nascosto le sue perplessità: «È naturale che un’opera di quel tipo attiri appetiti e coinvolga interessi rilevantissimi. Quindi mi sento di dire che occorre non abbassare la guardia». «Non stupisce, purtroppo, che attorno a opere di enorme rilevanza economica, politica e strategica possano addensarsi grumi di interessi opachi», ha commentato l’associazione contro le mafie Libera .

Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli ha ribadito: «Stiamo ad osservare cosa valuterà la magistratura. È chiaro che dal punto di vista puramente amministrativo non cambia assolutamente nulla, quindi il percorso va pienamente avanti».
Per il vicepresidente del Consiglio e segretario di FI, Antonio Tajani, il Ponte «è una grande infrastruttura che deve andare avanti. La giustizia deve fare il suo corso, però non strumentalizziamo. Non mi pare che quanto accaduto abbia avuto grandi effetti».

Intanto, gli europarlamentari AVS Leoluca Orlando, Benedetta Scuderi, Cristina Guarda, Ilaria Salis, Ignazio Marino e Mimmo Lucano hanno chiesto «un incontro al presidente della Commissione Ursula von der Leyen, alla commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall e al commissario europeo per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas per richiamare la loro attenzione» sull’opera e «sollecitare ogni iniziativa per bloccare un enorme spreco di risorse che potrebbero essere usate per lo sviluppo e la realizzazione di interventi infrastrutturali ben più urgenti».

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