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Firmato all’Agenzia per la rappresentanza sindacale (Aran) il nuovo contratto del comparto Scuola per 8 mila presidi e dirigenti Istruzione e Ricerca
ROMA – Firmato oggi, 11 maggio 2026, all’Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dell’Area dirigenziale Istruzione e ricerca per il triennio 2022-2024, che interessa 7.550 dirigenti scolastici, a partire dai presidi, e 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca. “Con questa sottoscrizione si chiudono tutti i rinnovi della passata tornata contrattuale, un risultato raggiunto attraverso un confronto costante e un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali”, sottolinea l’Aran in una nota.
Il contratto riconosce aumenti significativi al personale dirigente dell’Area. Per i dirigenti scolastici, anche grazie alle risorse ulteriori specificamente destinate dalla legge di bilancio per il 2022, sono previsti incrementi medi di 500 euro al mese per 13 mensilità, pari all’8,48%. Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, invece, l’incremento medio è di 503 euro al mese per 13 mensilità, pari al 6%. Il contratto riconosce inoltre arretrati dal 1° gennaio 2024: circa 5.800 euro medi per i dirigenti scolastici e circa 6mila euro medi per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca.
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