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Roberto Vannacci

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Si è consumata la frattura e Roberto Vannacci lascia la Lega di Matteo Salvini, il generale: “Proseguo solo, inseguo un sogno”, il ministro: “Arrabbiato? No deluso”


ROMA – “Inseguo un sogno e vado lontano. Futuro nazionale. Il mio impegno – da sempre – è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà”.

Con queste parole, pubblicate da Roberto Vannacci sui social, il generale ha annunciato di fatto l’uscita dalla Lega con un annuncio che era, comunque, atteso. Finisce quindi così l’alleanza politica tra “il generale” e “il capitano”. Un cammino condiviso durato appena 10 mesi che si conclude con Vannacci che lascia la Lega e lancia il suo “Futuro Nazionale” guardando alle politiche del 2027. Dall’altra parte Salvini risponde chiudendo la porta del centrodestra, cacciandolo dal gruppo dei Patrioti e liquidandolo così: “Fa il gioco della sinistra, ricordatevi la parabola di Fini”.

“La mia destra non è un menù a la carte – aggiunge Vannacci – non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata: nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati”, prosegue Vannacci. “La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. E’ l’unica destra che io conosca. Chi mi ama mi segua: io inseguo un sogno e vado lontano”, chiosa.

VANNACCI LASCIA LA LEGA, LA REPLICA DI MATTEO SALVINI

Pronta la replica del leader della Lega Matteo Salvini. “Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato. La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito. Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Peccato. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada”.

L’uscita di Vannacci ridà fiato a chi non ha mai gradito la svolta a destra della Lega nazionale. Luca Zaia è il primo a parlare: “Vannacci era un corpo estraneo”, dice secco. Ma al Consiglio Federale anche altri dirigenti di primo piano del partito – da Fedriga a Molinari – esultano per quella che viene vista come una “opportunità” per la Lega di tornare ad essere “il partito dei territori”.

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