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Il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano ha firmato l’ordinanza per l’ondata di maltempo che ha travolto Calabria, Sicilia e Sardegna individuando nei presidenti di Regione i commissari delegati
ROMA – Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha firmato un’ordinanza relativa ai primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio della fascia costiera della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della regione Siciliana. Il riferimento, ovviamente, è al passaggio del ciclone Harry che ha devastato l’intero tratto di costa.
L’ordinanza si apre all’articolo 1 con l’individuazione dei commissari delegati per la gestione dell’emergenza nelle persone dei presidenti delle tre regioni colpite, Calabria, Sicilia e Sardegna. «I Commissari delegati, che operano a titolo gratuito, possono – si legge nell’ordinanza – avvalersi delle strutture e degli uffici delle Regioni, delle Province, dei Comuni e dei relativi enti strumentali nonché delle forme associative degli enti locali comunali e provinciali, oltre che delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, nonché individuare soggetti attuatori, ivi comprese società in house o partecipate dalle Regioni o dagli enti territoriali interessati, che agiscono sulla base di specifiche direttive, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. I Commissari delegati possono avvalersi di ANAS, in qualità di soggetto attuatore, per la realizzazione degli interventi per il ripristino della viabilità regionale, provinciale e comunale».
I tre commissari, ognuno per la propria regione, entro i prossimi 30 giorni dovranno predisporre «un piano degli interventi urgenti da sottoporre all’approvazione del Capo del Dipartimento della protezione civile». Che, comunque integrabile nel corso del tempo, costituirà la base da cui partire per riportare in sicurezza i territori interessati dall’intervento (clicca qui per vedere l’elenco dei comuni cui è rivolto il provvedimento).
MALTEMPO, ORDINANZA PROTEZIONE CIVILE PER CALABRIA, SICILIA E SARDEGNA: GLI INTERVENTI SUI MUTUI
Tra le disposizioni previste quella dell’articolo 10 sui mutui. Nel dettaglio, i titolari dei mutui relativi agli edifici sgomberati o danneggiati, alla gestione di attività di natura commerciale ed economica, anche agricola, svolte negli stessi edifici, hanno diritto di chiedere agli istituti di credito e bancari – fino all’agibilità o all’abitabilità dell’immobile e comunque non oltre la data di cessazione dello stato di emergenza – una sospensione delle rate, optando tra la sospensione dell’intera rata e quella della sola quota capitale.
Sempre in tema di abitazioni, i commissari delegati, e cioè i presidenti delle tre regioni, “anche avvalendosi dei soggetti attuatori, sono autorizzati ad assegnare ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte” o sia stata sgomberata “un contributo per l’autonoma sistemazione”, si legge ancora nell’ordinanza, all’articolo 2.
I CONTRIBUTI A FAVORE DELLE FAMIGLIE SFOLLATE
Ai nuclei familiari composti da una persona andranno 400 euro, da due individui 500 euro, 700 per quelli composti da tre persone, 800 per i nuclei da quattro e fino a 900 euro mensili per quelli compresi da cinque o più individui. “Qualora nel nucleo familiare siano presenti persone di età superiore a 65 anni o disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%, è concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ognuno dei soggetti sopra indicati – si legge – anche oltre il limite massimo di 900 mensili previsti per il nucleo familiare”.
Le somme sono concesse a decorrere dalla data indicata nel provvedimento di sgombero dell’immobile o di evacuazione, e sino a che non si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione, o si sia provveduto ad altra sistemazione. Il contributo non può essere riconosciuto nell’ipotesi in cui l’amministrazione regionale, provinciale o comunale assicuri un alloggio gratuito, fanno sapere.
Tra le diverse disposizioni, l’articolo 17 dell’ordinanza riguarda la frana di Niscemi: il testo prevede la realizzazione di una analisi del rischio idrogeologico nel territorio del comune di Niscemi, la realizzazione di un programma di indagini geognostiche, geotecniche e di monitoraggio strumentale finalizzato ad accertare le cause del dissesto idrogeologico e la predisposizione di un sistema di sorveglianza.
CLICCA QUI PER LEGGERE L’ORDINANZA INTEGRALE DELLA PROTEZIONE CIVILE
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