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Il mercato dell’elettrico in Europa sta vivendo un momento difficile con l’avvento nel settore dell’offerta premium dei marchi cinesi
Il mercato europeo delle auto elettriche premium sta vivendo un cambio di paradigma: non più dominio quasi esclusivo dei marchi tradizionali europei, ma un’avanzata significativa dei brand cinesi che puntano a conquistare quote anche nella fascia alta.
In particolare, l’azienda Zeekr ha dichiarato che «i consumatori europei stanno valutando sempre di più marchi cinesi i cui prodotti offrono standard elevati di tecnologia e interni» — un duro avviso al settore premium consolidato.
La corsa elettrica europea si arricchisce, quindi, di nuovi protagonisti: i marchi cinesi BYD, Zeekr, NIO e XPeng accelerano l’ingresso nel Vecchio Continente con modelli premium, connessi e competitivi. Secondo uno studio di Transport & Environment, la quota dei marchi cinesi in Europa potrebbe toccare il 20% entro il 2027, mentre in Italia si moltiplicano i dealer pronti a importare.
Le case europee — da Mercedes a BMW, da Volvo a Stellantis — reagiscono con piattaforme
software proprietarie e strategie di contenimento prezzi, ma la sfida ormai è globale.
Questo mutamento non è solo di marca: segna un impatto sull’intera catena produttiva e distributiva in Europa. I costruttori tradizionali devono difendere l’immagine premium, innovare il software e gli interni, abbattere i costi e rispondere rapidamente, altrimenti rischiano di perdere terreno. Allo stesso tempo, l’ecosistema dell’auto in Europa — componentistica, software, infrastrutture di ricarica — viene chiamato a reagire. Un recente studio segnala che l’industria automobilistica europea è «al crocevia». Deve assumere la leadership globale nel settore dell’auto elettrica, pena la perdita di valore e posti di lavoro.

In Italia, questo scenario è particolarmente rilevante. Il nostro Paese è al secondo posto in Europa per numero di aziende del comparto automotive e terzo per nuove immatricolazioni. Pertanto l’entrata dei marchi cinesi premium può rappresentare sia opportunità (nuovi modelli, investimenti) sia rischio (erosione della quota di mercato di marchi nazionali o europei).
Per i clienti italiani, la scelta si amplia: non solo “premium” europei ma anche alternative credibili cinesi con tecnologie avanzate (infotainment, guida assistita, connettività) al costo spesso inferiore. Per i concessionari, questo significa diversificare l’offerta e aggiornarsi velocemente.
In sintesi: l’era della “gabbia d’oro” per marchi premium europei sembra finita — servono mosse rapide per restare competitivi.
Punti chiave
- I marchi cinesi premium stanno guadagnando quote in Europa grazie a tecnologie elevate e prezzi competitivi.
- Quota cinese in UE: 12% nel 2024, proiezione 20% 2027.
- Marchi in crescita: Zeekr, BYD, NIO, XPeng.
- Costruttori europei sotto pressione: dovranno innovare profondamente software, connettività e interni.
- L’industria europea dell’auto è “alla crocevia”: leadership EV, catena valore e occupazione in gioco.
- Reazione UE: incentivi locali e dazi temporanei su modelli d’importazione.
- In Italia: 2ª in UE per numero di aziende automotive, 3ª per nuove immatricolazioni; scenario molto rilevante.
- Impatto Italia: maggiore concorrenza e opportunità per fornitori componentistica.
- Per concessionari e clienti: maggiore scelta ma anche maggiore complessità nella valutazione.
- Target: segmento premium e flotte aziendali.

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