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Non parte bene il mercato europeo 2026 dell’auto, secondo i dati diffusi da Unrae, infatti, a gennaio le immatricolazioni scendono del 3,5%
ROMA – Il mercato europeo delle autovetture inaugura il 2026 con un andamento in flessione. Le nuove immatricolazioni si attestano a 961.382 unità, registrando una contrazione del 3,5% rispetto alle 996.016 del corrispondente mese del 2025. Contrazione che diventa del 21,6% rispetto al gennaio del 2019, che è l’anno che ha preceduto la pandemia.. Nel panorama dei principali mercati europei, spicca la performance dell’Italia, che con un incremento del 6,2% si aggiudica il miglior risultato tra i grandi mercati del continente, confermando la terza posizione nella classifica europea già conquistata nel gennaio del 2025.
Nonostante il risultato positivo nelle immatricolazioni complessive, l’Italia si conferma fanalino di coda tra i grandi mercati europei per quanto riguarda la penetrazione delle vetture ricaricabili (ECV), che nel mese si ferma al 14,8% del totale. Lo scorso 18 febbraio Unrae ha partecipato all’audizione parlamentare sul cosiddetto “Pacchetto Automotive” dell’Unione Europea.
I DATI DI GENNAIO 2026 IN BASE AL PRODUTTORE
Fra i costruttori nel mercato Ue+Efta+UK in calo tutti i gruppi principali, con l’eccezione di Stellantis +6,7% e una quota in aumento al 17,1% (+1,6 pp) e Mercedes (+2,8%). Volkswagen ha registrato una flessione del 3,8%, Renault del 15%, Hyundai del 12,5%, Bmw del 5,7%, Toyota del 13,4%. Prosegue il calo di Tesla -17% che scende sotto l’1% di quota di mercato (0,8%). Fra le case cinesi, in evidenza Byd (+165% a 18mila auto) pari a una quota dell’1,9%, in calo invece Saic con il marchio MG -1,8% a 19.254 auto e una quota del 2%.
Andando al dettaglio di Stellantis, come dtto, chiude il mese di gennaio con immatricolazioni in crescita in Europa, in controtendenza rispetto al mercato. Nell’Ue+Efta+UK, in base ai dati Acea, il gruppo ha registrato un aumento delle vendite del 6,7% a 164.436 auto, pari a una quota del 17,1% (+1,6 pp), a fronte di una flessione del mercato del 3,5%. Nell’Ue le vendite sono aumentate del 9,1% a 145.750 auto pari a una quota del 18,2% (+2,9 pp), mentre il mercato è calato del 3,9%.
Fra i brand in evidenza Fiat +24,6% a 29.415 auto e una quota del 3,1%, seguita da Lancia (+22%), Opel (+12,7%) e Citroen (+14%). In calo invece Peugeot (-2,9% a 53.799, quota del 5,6%), Jeep (-4,9%), Alfa Romeo (-10,8%), DS (-16,8%) e Maserati (-32,7% a 261 auto).
IMMATRICOLAZIONI GENNAIO 2026, I DATI PER NAZIONI E TIPOLOGIA DI ALIMENTAZIONE
A livello di alimentazioni nell’Ue crescono le auto elettriche (+24,2% a 154.230) che hanno raggiunto una quota di mercato del 19,3% rispetto al 14,9% di gennaio 2024. Fra i principali mercati, in crescita Francia (+52,1%), Germania (+23,8%) e Italia (40,7%), mentre Belgio (-11,5%) e Paesi Bassi (-35,4%) hanno registrato un calo. Fra le auto alla spina, prosegue la crescita delle plug-in (+28,7% a 78.741) che raggiungono una quota del 9,8% “sottolineando l’importanza di un percorso tecnologicamente neutrale verso la decarbonizzazione”. A trainare il mercato Italia (+134,2%), Spagna (+66,7%) e Germania (+23%).
Le auto ibride (+6,2% a 308.364 unità) si confermano la scelta preferita dai clienti con una quota del 38,6% sostenute dalla crescita in Italia (+24,9%) e Spagna (+9%). Prosegue il calo delle immatricolazioni di auto a benzina (-28,2%) e diesel (-22,3%), con quote rispettivamente del 22% e dell’8,1%. La Francia ha registrato il calo più significativo (-48,9%), seguita da Germania (-29,9%), Italia (-25,5%) e Spagna (-22,5%).
IMMATRICOLAZIONI AUTO GENNAIO 2026, IL PUNTO DI UNRAE
Il direttore generale di Unrae, Andrea Cardinali, dichiara: “Accogliamo con favore alcuni passi in avanti della proposta della Commissione europea. L’anticipo della revisione dei regolamenti, la distinzione tra i target per le autovetture e quelli per i veicoli commerciali. Un approccio più pragmatico sull’obiettivo 2035, il calcolo della conformità su base triennale nel periodo 2030-2032. La strategia ‘Battery Booster’ da 1,8 miliardi e una rinnovata attenzione alle flotte aziendali“.
Tuttavia, secondo Unrae, la traiettoria delineata dalla proposta deve trovare ancora una fase di consolidamento. L’obiettivo della decarbonizzazione è condiviso, ma la sostenibilità economica e industriale del percorso è ancora da costruire. Tornando all’Italia, tra le tematiche del settore da risolvere con maggior urgenza, secondo Unrae certamente quello della fiscalità aziendale.
Sull’argomento Cardinali afferma: “Unrae sostiene ormai da anni che l’attuale regime fiscale delle auto aziendali rappresenta uno dei principali ostacoli della transizione ecologica. Se fosse meno penalizzante, le flotte contribuirebbero ad accelerare la diffusione delle tecnologie pulite e rinnoverebbero il proprio parco con maggiore frequenza, generando un usato ‘giovane’ e accessibile. Se non si procede a una riforma della fiscalità in chiave green – intervenendo su detraibilità dell’Iva, deducibilità dei costi e periodo di ammortamento – l’Italia non sarà in grado di centrare i target europei, rischiando seriamente di trasformarsi in un mercato di serie B”.
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