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L’evoluzione di Supergirl, da copia a icona complessa nel capolavoro di Tom King, ispira il nuovo film con Milly Alcock.
Non tutti sapevano che Superman avesse una cugina: Kara Zor-El, alias Supergirl. Il personaggio nacque su Superman n. 123, nel 1958 e fu creata dallo scrittore Otto Binder e dal disegnatore Al Plastino. In quel periodo, finalità principale era aumentare il bacino di lettori. Dopo aver introdotto delle controparti giovanili di vari personaggi (Superboy, Robin, Kid Flash e compagnia) la DC Comics pensò di passare alle versioni femminili dei principali eroi. Supergirl nasce quindi come una copia derivativa, ma come tutte le ragazze di carattere, uscì ben presto da questo ruolo. La vita editoriale e narrativa del personaggio è complessa e non è il caso di ripercorrere tumultuosi alti e bassi. Basta accennare che nella sua tumultuosa esistenza sopravvisse a Krypton per poi morire sulla Terra nel mega evento Crisi delle Terra Infinite. Poi tornò come forma di vita artificiale protoplasmatica creata da una controparte eroica di Lex Luthor, poi fu un Angelo del fuoco, poi una ragazza giunta del futuro che si dichiarò figlia di Superman e Lois Lane, in un elenco esemplificativo e non certo esaustivo. Ma questa, è storia editoriale, passione degli studiosi del linguaggio fumetto.
SUPERGIRL, IL CAPOLAVORO DI TOM KING E BILQUIS EVELY: LA DONNA DEL DOMANI E LE DIFFERENZE CON SUPERMAN
È invece fondamentale raccontare del volume Supergirl – La donna del domani, scritta dal maestro Tom King e disegnata con grazia e poesia da Bilquis Evely. La storia, da cui è di fatto tratto il film interpretato da Milly Alcock, ben nota agli appassionati di Draghi e delle case in cui vivono, permette un’analisi perfetta del personaggio e spiega con grande intelligenza come oggi Supergirl di derivativo non abbia nulla. La storia di Superman e di Supergirl sono molto diverse: se Kal-El, futuro Clark Kent, arriva sulla terra neonato e viene cresciuto da genitori amorevoli, “umani” in più di un senso, quando parte da un Krypton ormai imminente alla distruzione, Kara è un’adolescente che ha visto morire, piano piano tutta la sua famiglia, i suoi amici, il suo mondo.
Educata all’orgoglio kryptoniano Kara giunge sulla terra molto dopo del cugino, a causa dei misteri temporali dei viaggi nello spazio, con la missione di prendersi cura del piccolo, ma lo scopre diventato l’essere più potente di tutti… tranne che di lei. Si, perché Supergirl, per vari fattori è ancora più forte di Superman. Ora, immaginate una ragazza di 16 anni, traumatizzata, iper-responsabilizzata dall’essere guardiana del cugino, suo unico parente in vita e potente come un dio. Voi che fareste? Kara sorrise. Divenne una degli eroi più importanti della Terra… ma restando una ragazza.
IL VIAGGIO NELLO SPAZIO PER I 21 ANNI E IL CONFRONTO TRA ARPA E CINEMA
E quando una ragazza compie 21 anni, c’è solo una cosa che vuole fare: ubriacarsi e festeggiare. Per farlo però serve un sole rosso, cioè un sole sotto il quale i suoi poteri e la sua invulnerabilità non funzionino. Inizia così un viaggio nello spazio, che la porterà a scontrarsi contro con il pragmatismo e con la crudeltà dei forti. Un volume magnifico marchiato Panini Comics che ci dimostra come ancora oggi gli archetipi narrativi che i fumetti hanno consacrato conserva o genera sempre qualcosa di nuovo da dire. Se il film riuscirà a cogliere la magia del fumetto lo potranno stabilire solo coloro avranno avuto modo di confrontarsi con i due linguaggi, quello della Nona Arte e quello cinematografico.
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